giovedì 7 dicembre 2006


Qualche giorno fa mi è stata chiesta una lista per smentire che il mondo è bellissimo ma i terrestri non lo sono.



Ho risposo con un commento di getto che qui di seguito ora posto:


 


ti scrivo le prime cose che mi vengono in mente:

l'albero giallo che tutte le mattine mi vede transitare nella strada dove lui trascorre tutte le stagioni

i volontari del banco alimentare che sorridendo, anche quest'anno, pazientemente hanno accettato quello che si dona loro

i passerotti che alla mattina mi aspettano cinquettando e quando apro la finestra e sbatacchio la tovaglia con le bricioline di corsa vanno a far banchetto

la candela del telefono azzurro che accendo quando faccio il bagno

i volontari della ronda della carità

umberto veronesi

la ragazza che abita in fondo alla mia via che racatta sempre i bisognini del suo cane


 


guardare il cielo e ammirare le forme delle nuvole

tutti quelli che non parcheggiano sui disabili

tutti quelli che non se ne fregano

la mia gatta che fa le fusa

un piatto caldo di sicuro e il tetto sulla testa

il lavoro (nel bene e nel male) che mi consente di prendermi qualche capriccio ogni tanto

i ciclamini che stanno fiorendo

il sole che ogni giorno sorge (anche se ci sono le nuvole)

tutte le forze dell'ordine e i pompieri

il sorriso di chi non conosci e la cortesia di chi lo è senza ricevere nulla in cambio


 


i tramonti invernali


 


il silenzio che c’è a notte fonda


mercoledì 6 dicembre 2006

Oggi sull'unico e inimitabile blog più felinoso d'Italia www.gattiandgatti.splinder.com è immortalata con due scatti in tutto il suo splendore (modestamente) la mia gatta Holly di 11 anni...
Grazie ad Antonella per aver postato la mia miciotta.

martedì 5 dicembre 2006

domenica 3 dicembre 2006

Torna da ospedale e trova casa occupata
Da oltre un mese, a Bari, una donna di 84 anni è costretta a vivere nell'appartamento di un nipote dopo che due sorelle hanno occupato abusivamente la sua casa mentre era ricoverata in ospedale. L'incredibile vicenda è accaduta al quartiere Madonnella e l'anziana, una volta uscita dalla degenza, è stata cacciata in malo modo quando ha tentato di riprendere possesso della sua abitazione.




Della sua "vecchia" dimora, l'84enne ormai ha soltanto ricordi. L'anziana signora, infatti, non sa nemmeno che fine hanno fatto nè i suoi mobili, probabilmente venduti, nè i suoi effetti personali. Ora l'alloggio è stato posto sotto sequestro preventivo dai carabinieri su decreto del pm della procura di Bari Francesca Pirrelli e dopo la denuncia sporta dal nipote della vittima. L'appartamento è praticamente inagibile perché le donne che lo hanno occupato abusivamente vi stavano facendo eseguire lavori di ristrutturazione.


Le due sorelle che si sono impossessate abusivamente dell'appartamento hanno rispettivamente 44 e 57 anni e sono state identificate dai carabinieri. Con i militari dell'Arma si sono giustificate dicendo che erano state sfrattate e che i loro mariti erano in carcere. Per occupare l'alloggio si sarebbero fatte aiutare da una terza donna, che ha agito da "palo" avvertendole strategicamente dell'assenza dell'anziana.


Per impedire che altra gente entrasse in casa, dopo essere entrate forzando la serratura, le sorelle avevano sistemato anche i loro figli ancora piccoli. Le due ora sono state denunciate a piede libero per occupazione abusiva di immobile ai danni dell'assegnatario, violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose e furto. Nel frattempo l'anziana attende di ritrovare le proprie cose e rimettere piede in un alloggio tutto suo. da www.ansa.it

martedì 28 novembre 2006

Si fa presto a dire mamma. Madre. Genitrice.


Si fa presto. Colei che dà la vita. Colei che è strumento per una nuova vita.


Alla faccia.


Se dopo un paio d’anni che sei sposata non hai ancora sfornato un cucciolo d’uomo le persone ti guardano storto. Ah di certo c’è qualcosa non funziona. O lei o lui. Non sei normale. Sei fuori dalla norma.


Le cose fuori dall’ordinario spaventano perché implicano differenze, situazioni inesplorate (?) esigenze diverse, scopi diversi, obiettivi diversi. Diversità di vedute.


Forse solo la libertà di scelta.


Libertà?




La nostra società non è libera, ogni giorno si paga lo scotto per il non essere uniformati agli altri.


Dalle cavolate, dove lavoro io si identificano le persone a seconda di chi si frequenta, con chi si va al caffè, a chi si lecca il culo (ai capi ovviamente). Ma non leccarlo proprio a nessuno disturba i più.
Ragioni con la tua testa, lavori si, sei corretta si, ma… non fai sorrisini. Non ridi alla battuta perché effettivamente non fa ridere? Non ti pieghi ai capricci altrui? Allora non sei diplomatica. Sei diretta, he no decisamente non vai bene. Sei diversa. Non accetti di comportarti come tutti… allora sei fuori dal coro… sei stonata. Vabbè canto sola. Tanto nel momento del bisogno non siete certo le persone che voglio o vorrei vicino, anzi siete sempre i primi a scappare. Non esiste più la dignità il rispetto. Gli uomini sono i primi a etichettare noi donne. Cozza, gnocca, ci sta, se la tira… ecc.


Sempre parlando di cavolate: tacchi e scarpe a punta. Ombelico in bella vista. Scollature. Ah se non segui questa tendenza non sei donna, sei cozza. Quello che non viene esibito (tette e culi) non esiste.


Dalle cose serie. Ad essere o non essere mamma.


Alle battutine nelle riunioni di famiglia. I parenti? I più feroci, i più crudeli. Allora a quando un bebè. Allora a quando l’erede. Adesso tocca voi. I confronti con le cognate, i fratelli, i cugini i parenti. Se sforni nei tempi giusti (i tempi indicati dagli altri ovviamente) lasciando passare qualche compleanno la tiritera ricomincia: a quando il secondo? A quando il fratellino? A quando la sorellina?


 


Se hai amiche, colleghe, conoscenti che diventano mamma nel giro di poco tempo sei tagliata fuori. I ritmi di vita vengono scanditi solo ed esclusivamente dal bimbo. Dalle esigenze del bimbo dai bisogni del nuovo arrivato. Lentamente queste amiche-colleghe-conoscenti avranno, ovviamente, in comune gli impegni con le altre mamme. I consigli per il latte, per quella cremina, per quel pediatra, motorino si, motorino no. La maternità, il permesso di allattamento, gli orari, il part-time tutto è contro di te che continui con la tua routine e non sai, non puoi capire cosa ti perdi. Perché sei limitata. Non sei donna al completo. Sei amputata. Non sarai mai completa. Te lo dicono tutti. Cavoli mica tutti avranno torto no?


 


Così accade che dopo il parto sei sola, la maggior parte delle volte è così, se c’è qualcosa che non va non lo devi dire, non lo puoi dire. Non può esserci niente che non va perché è tutto normale. Stai facendo il percorso giusto. Se ti fermi vuol dire che non sei normale. Se hai male fisicamente da qualche parte interviene il medico. Ma se ci sono altre parti da curare non lo puoi dire perché hai raggiunto quello che volevi no? Fai parte di un gruppo.


E così può accadere. Può accadere che il male che hai dentro ti si rivolta contro, ti mangia dentro, ti sbrana le viscere e alla fine ti mangia il cuore… nel momento in cui non ne puoi più, nel momento in cui non ce la fai. E capisci che non sei mamma. Che non è nel tuo dna che non è così per tutte.


Perché non siamo tutti uguali.


E abbiamo il diritto di vivere la nostra vita. Di fare delle scelte.


Non è una giustificazione per le madri killer, sempre di più si sente parlare di loro, nei tg nelle radio. Nelle trasmissioni televisive si fanno un sacco di confronti per sviscerare questo problema. Abbiamo troppe distrazioni dalla retta via, dalla strada indicata già da altri prima di noi.


Non dovrebbe essere un problema, la colpa è della troppa libertà.


Viviamo in una società troppo libera. Libera.


Diversità di vedute.


Forse solo la libertà di scelta.


Libertà?

lunedì 27 novembre 2006

Progetti


Penso proprio che alle 12.30 stacco, vado a casa. Stropiccio di coccole la gatta e mi faccio un bel piatto di spaghetti. Alla facciaccia degli stronzi che continuano a stronzeggiare impunemente (per ora!).


Cordialità e buona settimana a tutti :)

giovedì 23 novembre 2006

Missione: comprare un giaccone invernale per la sottoscritta


(si dice in giro che io sia freddolosa)


Io e la dolce metà entriamo in un negozio di abbigliamento, la commessa gentilissima ci accompagna nel reparto donna, ad una prima occhiata noto che hanno tutti il collo impellicciato di vari colori… già sento che non fanno per me, troppo svolazzanti e roccobaroccorococo, la sottoscritta è per un look abbastanza androgino, pratico: della serie passare inosservata e non schiava della moda.


La commessa vuole farmene provare un paio, la blocco subito:
“senta non  è che queste pellicciotte al collo sono di animale? Tipo cane o gatto o simili non voglio cadaveri addosso”
(ricordo ancora con orrore un drammatico documentario proprio su questo tema e sugli animali usati, prevalentemente cani, gatti e conigli)


Lei mi guarda e fa:
“no, no non si preoccupi non sono di animali da compagnia, sono di volpe”.


!!!!!!!!!!!


Resto interdetta, guardo mio marito e replico: “no guardi non fanno per me”.


Cambio reparto, provo un bel giaccone invernale da uomo, mi sta da dio e ha il colletto di pellicciotto artificiale.


Basta poco a farmi contenta, mi domando se la commessa abbia chiaro nella sua testa che anche la volpe è un essere vivente.