martedì 23 novembre 2004





NUOVA ZELANDA: DELFINI PROTEGGONO NUOTATORI DA SQUALI






SYDNEY - Delfini proteggono i nuotatori da grande squalo bianco. E' accaduto in Nuova Zelanda ad un bagnino. L'uomo si allenava nel nuoto con la figlia 15/enne e due sue amiche a 100 metri dalla riva a Ocean Beach, sulla costa nord-est, quando un branco di sette delfini li ha circondati costringendoli a radunarsi, tracciando attorno a loro cerchi sempre piu' stretti. Quando il bagnino, di nome Rob Howes, ha cercato di allontanarsi dal gruppo, due dei delfini piu' grandi lo hanno respinto indietro. L'uomo ha finalmente capito perche': uno squalo bianco di tre metri si stava dirigendo verso di loro a circa due metri di profondita'.''Sono rimasto impietrito'', ha detto Howe all'agenzia di stampa neozelandese Nzpa. ''Era ad appena due metri da me. L'acqua era cristallina e lo squalo era chiaro come il naso sulla mia faccia. Allora ho capito che i delfini avevano formato una barriera di protezione attorno a noi''.

Un altro bagnino, Matt Fleet, era in ricognizione in un gommone di salvataggio quando ha notato l'inconsueto comportamento dei delfini. Quando si e' tuffato per raggiungere il gruppo, ha visto lo squalo e ha raggiunto gli altri dietro la 'barriera'. I delfini hanno continuato a circondare i cinque per circa 40 minuti, continuando a battere con la coda sulla superficie dell'acqua, prima di permettere che tornassero a riva. Solo allora i due bagnini hanno rivelato alle ragazze la presenza dello squalo. L'episodio e' avvenuto tre settimane fa, ma Howe e Fleet dicono di non averne parlato con nessuno finche' non hanno potuto confrontare tra loro quello che avevano visto. Secondo la studiosa di mammiferi marini Rochelle Constantine, dell'universita' di Auckland, i delfini sono sempre all'erta in presenza di squali, e la loro reazione altruistica e' normale. ''Amano aiutare gli indifesi'', ha detto. ''Battere la coda sull'acqua e' la loro maniera di comunicare e potrebbe essere stata una funzione di gruppo per mantenere la barriera protettiva''.

Un'altra esperta di mammiferi marini, Olga Visser del gruppo ambientalista Orca Research, ha detto che vi sono stati diversi casi nel mondo di delfini che hanno protetto dei nuotatori. ''Devono aver percepito che quei quattro erano in pericolo e sono intervenuti per proteggerli. E comunque, non e' raro che i delfini attacchino gli squali per proteggere se stessi e la prole''.
www.ansa.it


Ci sono uomini che, quando piove, riescono a passare tra una goccia e l'altra. JFK

domenica 21 novembre 2004

L'ora della giustizia non scocca secondo le lancette di questo mondo.
Greg Iles da "Un gioco quieto"

giovedì 18 novembre 2004


Gatto "pompiere" salva una famiglia
Germania, casa brucia e lui li sveglia

Una bambina di 10 anni è stata salvata dal suo gatto prima che le fiamme dell'incendio divampato nella casa in cui vive uccidessero lei e i suoi genitori. Amleto, questo il nome del micio, si è svegliato in piena notte infastidito dall'aria che nella casa diveniva sempre più irrespirabile e ha "avvertito" la sua piccola padrona, salvando di fatto la vita a lei e ai genitori della bimba. Il fatto è avvenuto a Hatzfel, nell'ovest della Germania.
www.tgcom.it

mercoledì 17 novembre 2004

Realtà romanzesca?!


In gita premio alla pena di morte


Cina, scolari assistono alle esecuzioni


In gita premio tutti ad assistere alla pena di morte. Accade in Cina, a Changsh nella provincia dello Hunan, dove i maestri di una scuola elementare hanno deciso di condurre gli scolari a vedere l'esecuzione capitale di sei persone nel locale palazzetto dello sport. Un riconoscimento ai ragazzi che, secondo gli insegnanti, comportandosi bene a scuola, hanno meritato questo "diversivo".


Nonostante l'imbarazzo di qualche intellettuale e la reazione indignata degli opppositori del regime, la pena di morte in Cina resta pratica assai diffusa. Gli scolari, come scrive il quotidiano Repubblica, hanno assistito all'esecuzione (un colpo di pistola alla testa) con altre 2.500 persone stipate nel palazzetto dello sport come per assistere ad un grande avvenimento sportivo.


Per molti, poter vedere di persona l'esecuzione di un condannato, rappresenta un privilegio. Così l'uccisione di Stato è un occasione di festa, organizzata come un grande evento e partecipata dai più meritoevoli. Come, in questo caso, è accaduto per i bimbi della scuola di Changsh, premiati dai loro inegnanti pe rl'impegno e la dedizione nello studio.


Negli ultimi anni in Cina sono aumentati i capi di imputazione che portano dritti alla pena capitale. Diversi e numerosi i casi in cui si rischia che il boia entri in azione. Oltre a chi uccide, viene giustiziato anche chi falsifica denaro, sfrutta la prostituzione, spaccia droga, diffonde il virus della Sars. www.ansa.it

martedì 16 novembre 2004

DEI DELITTI E DELLE PENE
Se qualcuno ancora ignora, nello stato di Eurabia dove si scambia appoggio politico alla Lega Araba con petrolio e immigrazione (garantita come non suscettibile di integrazione alle regole e culture europee), cosa è lo stato iraniano, ecco una delle numerose notizie di cronaca su ciò che è la legge islamica della Sha'riah:


Il regime dei mullah ha decretato la morte di una ragazzina con la lapidazione.
Soltanto poche settimane fa hanno appeso in una piazza una ragazza di 16 anni, rea di essere stata "sfrontata" nei confronti di un tribunale islamico
. Jila Izadi, di 13 anni, è stata condannata alla lapidazione dal tribunale di Marivan in Iran. Jila attende in carcere la conferma della sentenza. Al di là della condanna a morte, bisogna ricordare che la morte per mezzo della lapidazione è una morte atroce: pietre vengono lanciate sul corpo delle vittime allo scopo di spezzare ossa e strappare la carne finché non sopraggiunge la morte.


Sapete perché da qualche tempo i falsi di Amnesty International non fanno più campagne contro le condanne a morte? E dove sono gli unilateralisti di "Nessuno tocchi Caino". La risposta è nella cronaca di ciò che succede in Africa e in M.O. Ieri non si sapeva, oggi sappiamo, ...per quanto vale riuscire a sapere ciò che succede, nonostante la copertura del Dialogo Euro-Arabo, l'organizzazione che da 30 anni gestisce l'accordo Lega Araba-Europa.


In Francia si mobilitano per salvare la vita di Jila. Si può farlo anche in Italia?
(merci à France Echos)



grazie a Paolo-di-Lautreamont www.leguerrecivili.splinder.com

E' inutileeee non serve a nienteeee e tu insistiiii e vuoi ragionareeee ma con gli ottusi non si può parlareeeeeeee.


Thick as a Brick!!!