giovedì 1 novembre 2007

Ieri sera.


Sono allibita!  Ieri sera derby Roma-Lazio, i giocatori esibiscono il lutto al braccio. Lo speaker spiega che è stato il sindaco di Roma Walter Weltroni a volerlo per commemorare una donna vittima di stupro e sevizie, l'aggressore è un rumeno. Traggo le mie conclusioni: la donna è, purtroppo, sicuramente morta.


Vado su sky news e apprendo che la donna non è morta, è in coma e ha ancora, a detta del giornalista, attività cerebrali.


La donna non è in obitorio, è in rianimazione con il marito al suo capezzale.


Mi spiegate il lutto al braccio?
Sei io fossi il marito di questa povera donna, o una parente  vorrei forse assistere allo sciaccallaggio di usare un mio caro per fini politici e di falsa attenzione a noi poveri cittadini lasciati alla mercè di delinquenti a cui poi viene anche dato l'indulto?

13 commenti:

  1. il lutto al braccio dei calciatori non serve a niente, bisogna adottare benaltre misure!
    Buona serata, Rosa ;-))))

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  2. Giá, ha avuto un pò troppo zelo...

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  3. In effetti è quello che mi sto domandando da un bel po' anche io.
    Per non dire che non hanno neppure saputo dire che grado avesse il marito: capitano di vascello oppure colonnello.
    Sembra quasi che la volessero vedere morta quanto prima.
    Mi sa tanto che quella cittadina, un essere umano, che lotta tra la vita e la morte, suona loro come un'accusa per l'inettitudine di chi invece di fare tanti bei discorsi, doveva piuttosto tutelare l'ordine pubblico e l'incolumità dei cittadini.

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  4. borghesepadano2 novembre 2007 04:22

    ben detto rosa!!iniziamo a seppellirli vivi quei sub-umani inutili alla società!
    credetemi,ho mal di stomaco da quando ho saputo di questa violenza ignobili perpetuata da uno schifosissimo merdoso zingaro ROM!
    saluti da un italia ormai alla merda.

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  5. Questo dimostra che Veltroni è una scatola vuota.

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  6. La bella sicura la notano gli altri mentre si fa un'attività normale e quotidiana...
    Se si va alla ricerca di fare bella figura (cosa comune alla classe politica ahimè) si fanno tristissimi autogol.

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  7. Eccesso di zelo...era troppo preoccupato della brutta figura che aveva fatto. E pensare che Fini è stato accusato da Prodi di aver strumentalizzato l'accaduto....

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  8. Comunque ci tengo a precisare che io non penso che tutti i romeni siano delinquenti, è solo che quelli che arrivano qui lo sono.

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  9. Certo Antonella, mai fare di un'erba un fascio. Certo è che i diritti e i doveri devono essere uguali per tutti.
    E i doveri non vengono rispettati.

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  10. Io non sto facendo di tutta un'erba un fascio, dico solo che su 500 mila romeni che sono arrivati qua (il dato è quello fornito dal ministro Amato)Ce nìè una grande percentuale che è scappata dal proprio paese perché da loro la giustizia è più severa che in Italia. Adesso in Romania la delinquenza è diminuita...chissà come mai?

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  11. L'Italia è il paradiso del lavoro in nero, dell'utile sommerso... e chi non ha certezze conta su questo (anche!)

    Poi non venitemi a dire che gli Zingari si integrano eccetera...

    Saro' integralista ma nella mia vita mai ho assisito a questo...

    Accattonaggio, rubare... raggirare
    ai bimbi viene insegnato fin da piccoli.

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  12. Come disse una volta, nel corridoio di uno dei tanti tribunali italiani, una zingara (lo ripeto: se loro sono così orgogliosi di autodenominarsi zingari, non vedo proprio la necessità di denominarli altrimenti), accorsa nel Tempio di Temis con l'avvocato, per togliere d'impiccio la figlia: «Non ci son problemi! Mia figlia ammette tutto: tanto ha solo rubato, non ha ucciso nessuno!». In un documentario trasmesso l'altro ieri un'altra zingara, davanti alle telecamere, senza neppure preoccuparsi di essere riconosciuta, ha detto di vivere di furto, dall'età di 9 (nove anni) e qualche giorno addietro, un'altra, sempre senza problemi a farsi vedere, ha detto che il suo mestiere è rubare (e non lo ha detto per ironia); in entrambi i casi, ricorreva la conclusione ma non uccidiamo nessuno!. Mi risulta di casi in qui, allorchè esisteva un dialogo tra i rappresentanti del quartiere e il capo del campo, quando è stato detto che qualcuno di quell'insediamento aveva rubato alla persona sbagliata, il capo aveva punito il colpevole, restituendo il maltolto, finanche con il risarcimento del danno. Eh sì: perchè, in seno al mondo zingaro ci sono delle leggi, assai più severe di quelle del nostro mondo e, chi trasgredisce, paga per davvero. Una delle loro regole auree è sempre stata quella di non "creare casini" nel comprensorio dello "Shatra", cioè dell'insediamento, e questo per evitare di esserne cacciati. Ovviamente oltre i limiti di quel comprensorio, succede di tutto, di più, e non c'è verso di indurre nessuno alla ragione, ancor più quando le autorità, al cittadino che si presenta a denunciare le angherie subite, domandano se per caso non sia razzista (come è già successo) e, nel caso di risposta negativa, per colmo d'ironia, gli dicono "se è così, che ci vuoi fare? non lamentarti e lasciaci in pace!".
    A parte questo, l'aver favorito l'immigrazione massiccia ha portato a restringere i territori delle varie tribù, non di rado ostili tra loro, obbligate sovente a condividere lo stesso territorio. Inoltre sta venendo meno il principio etico del rispetto del territorio, come ha dimostrato il caso di Tor di Quinto, Tor Bella Monaca e tantissimi altri.
    Quindi, gli Zingari hanno un'etica! Peccato che molto spesso non coincida con quella dei non Zingari!
    Un altro aspetto interessante è il lerciume in cui spesso sguazzano, condividendo molto civilmente il territorio con graziosi esemplari di Rattus norvegicus (meno nobilmente definito ratto delle chiaviche). Tempo fa, un'assistente sociale che, andata a trovarli, notò che l'interno (come anche l'esterno) di camper e roulottes era di una pulizia esemplare, stupita, domandò spiegazioni e quelli risposero «Perchè qui dentro è casa nostra. Là fuori è casa vostra». Serve dire altro?
    Ho notato (ma non in Italia) casi di relativa integrazione, ma restano comunque eccezioni che confermano la regola. Non è un caso che, proprio in Romania, si dica che Lo Zingaro resta Zingaro, anche il giorno di Pasqua

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  13. Ripeto: mai lasciare 12+1 messaggi!
    E' una storia lunga, troppo lunga per essere raccontata!

    Rael ;)

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