venerdì 18 maggio 2012

Vincente (?)

Tanti, tanti anni fa Bette Davis in un film disse: meglio perdere a modo nostro che vincere nel modo degli altri.

Da allora è uno dei miei tre motti. Già da lì si capisce che non sono partita con il piede giusto! ;-)

lunedì 7 maggio 2012

Andare oltre


Parole del torero: "E all'improvviso il toro si fermò e mi fissava. Con l'innocenza di tutti gli animali nei loro occhi, ma anche con una supplica. E ' stato l'aspetto di un'ingiustizia inspiegabile, l'appello contro la crudeltà inutile. Questa volta ho avuto pietà per me stesso, e mi sono sentito il cestino di spazzatura peggiore del mondo."


Alvaro Munera: ex torero spiega perché è diventato un attivista anticorrida
Álvaro Munera, nato a Medellín, in Colombia, cresciuto fin da piccolo in mezzo alla "cultura" taurina, grazie soprattutto al padre che lo aveva portato a vedere le corride già all'età di 4 anni. L'atmosfera in casa era totalmente pro taurina. Non abbiamo mai parlato di calcio o di qualsiasi altra cosa, solo di tori. La corrida era il centro del mondo per mio padre. Dal momento che sono cresciuto immerso in questa atmosfera taurina, era logico che all'età di 12 anni, ho deciso di essere un torero.
Ma il 22 settembre 1984, quando aveva 18 anni, Munera soprannominato "El Pilarico," venne ferito da un toro di nome Terciopelo, che lo incornò alla gamba sinistra e gettò Álvaro in aria. La diagnosi fu terribile: lesione al midollo spinale e trauma cranico, nessuna possibilità di tornare a camminare. E se non bastasse, il suo migliore amico, "El Yiyo," fu incornato a morte qualche mese più tardi, e il direttore di entrambi i toreri si suicidò tre anni dopo. Da quel giorno qualcosa dentro di lui cambiò.
Quattro mesi dopo, Munera andò negli Stati Uniti per avviare la sua riabilitazione fisica, cogliendo anche l'occasione per andare al college. Gli Stati Uniti sono un paese totalmente anti-taurino e "grazie" alla vecchia professione Álvaro si sentiva come un criminale. Ho dovuto affrontare una società antitaurina che non può concepire come un'altra società può permettere la tortura e l'uccisione di animali. I miei compagni, medici, infermieri, le altre persone fisicamente disabili, i miei amici, la mia ragazza del Nord America, e la zia di uno dei miei amici, avevano detto che meritavo quello che mi era successo.I loro argomenti erano così solidi che ho capito che sbagliavo. Il 99 per cento della razza umana che è fermamente contro questa triste e crudele forma di intrattenimento aveva totalmente ragione. Molte volte l'intera società, non è da biasimare per le decisioni dei loro governi, la prova di ciò è che la maggior parte delle persone in Spagna e la Colombia sono veramente anti-corrida. Purtroppo c'è una minoranza in ogni governo che supportano queste pratiche selvagge. Sono diventato un difensore dei diritti degli animali, da allora non ha mai smesso di lottare per ogni essere vivente, che ha il diritto a non essere torturato. Spero di continuare a farlo fino all'ultimo giorno della mia vita, dichiara.
Alla domanda, se prima di quell'evento che gli cambiò la vita, aveva pensato di smettere risponde: Sì, ci sono stati diversi momenti critici. Una volta avevo ucciso una giovenca incinta e avevo visto come il feto era uscito dal suo grembo. La scena era così terribile che avevo vomitato e cominciai a piangere. Volevo smettere proprio lì, ma il mio manager mi dette una pacca sulla schiena e mi disse che non dovevo preoccuparmi, che sarei stato una figura importante delle corride e scene come quella era normale vederla in questa professione. Avevo 14 anni.
Poi qualche tempo dopo, ho dovuto infilzare cinque o sei volte la mia spada un toro prima di ucciderlo. Ha lottato con tutte le sue forze fino all'ultimo respiro. Ciò ha causato una forte impressione su di me, e ancora una volta ho deciso che non era la vita per me. Ma il mio viaggio in Spagna era già organizzato, così ho attraversato l'Atlantico. Poi è arrivata la terza possibilità, quella definitiva. E 'stato come se Dio avesse pensato: "Se questo ragazzo non vuole sentire ragioni, dovrà impararlo nel senso duro." E naturalmente ho imparato.
Attualmente Álvaro Munera lavora presso il Consiglio della città di Medellín, usando la sua posizione per difendere i diritti delle persone disabili e promuovere le campagne anti-corride ed è diventato cosi come l'Anticristo per gli appassionati di tauromachia. Molti difensori dei diritti degli animali hanno applaudito la sua decisione, ma altri dicono che non possono perdonarlo. Devo dire che li capisco e sono d'accordo, in una certa misura. Ma ci sono persone che pensano che io sono solo risentito per l'incidente. Questo è assurdo. Ho ricostruito la mia vita e la dedicherò aiutando centinaia di persone con disabilità ad andare avanti, oltre a lottare per i diritti degli animali. Chiquilin, è un altro torero pentito, e sostiene di aver visto i tori piangere. Dice che non può uccidere anche una mosca al giorno d'oggi. Mi tolgo il cappello davanti a quell'uomo, riferisce Munera. E 'un vero eroe che ha imparato la lezione con la ragione e il pensiero.

mercoledì 2 maggio 2012

Mangiare o Nutrirsi?


Altra conferma che meno carne è meglio

17/03/2012Dr. Ongaro
Nuovi dati emersi da studi a lungo termine che hanno coinvolto decine di migliaia di soggetti, suggeriscono che ridurre il consumo di carne può prevenire le patologie cardiovascolari e alcuni tumori. Mangiare una volta al giorno carne può aumentare del 16% la mortalità per eventi cardiocircolatori e del 10% quella per cancro. Questi dati vanno ad aggiungersi a quelli emersi da numerosi studi epidemiologici sul consumo di carne rossa e l’aumentato rischio di diabete, malattie coronariche, ictus e alcune forme di tumore come quello del colon. Altri studi indicano che il rischio sembra essere maggiore per le carni processate come quelle degli insaccati, delle salsicce e dei würstel in particolare se preparati industrialmente. I nuovi dati che emergono dal Nurses’ Health Study (83644 donne) e dal Health Professionals Follow Up Study (37698 uomini) indicano che oltre all’aumentato rischio imputabile esclusivamente all’assunzione di carne, i mangiatori di carne sono esposti ad altri rischi in quanto adottano spesso uno stile di vita complessivamente poco salutare. Per esempio i soggetti che mangiano quantità più elevate di carne risultano essere fisicamente meno attivi, sono più spesso fumatori e bevitori, mangiano meno verdure e meno cereali integrali e tendono ad essere più grassi. Detto tutto ciò, va anche ricordato che molto del rischio connesso con l’assunzione della carne è probabilmente da imputare alla qualità e alle caratteristiche della carne proveniente da allevamenti intesivi, che purtroppo è la stragrande maggioranza della carne in circolazione. Questi animali sono nutriti con mangimi non idonei che alterano le caratteristiche metaboliche dell’animale e dunque quelle nutrizionali delle carni che noi ingeriamo. Si tratta di animali obesi e spesso ammalati e questo dovrebbe essere considerato nel giudicare i risultati di questi studi.
Per saperne di più: Pan A, Sun Q, Bernstein AM, et al. Red meat consumption and mortality. Arch Intern Med 2012; DOI:10.1001/archinternmed.2011.2287. Available at: http://www.archinternmed.com.

lunedì 30 aprile 2012

Assenze

Mi manca leggere. Mi manca annullarmi in un libro. Non ci riesco. Non ci riesco più da circa 6 mesi. Tornerà più un minimo di normalità? Facciamo finta di si e andiamo avanti. Alternative non ce ne sono.

venerdì 20 aprile 2012

Appello


Raccolgo l’appello di Misstrawberry Fields: 

Ragazze vi lascio questo importante link riguardante i test sugli animali. Ricordate che nel 2013 doveva avvenire la cessazione assoluta, completa e mondiale di qualsiasi test sugli animali ai fini cosmetici? Beh vogliono rimandarla di altri 10 anni! Al 2023!!! Firmiamo la petizione, facciamoci sentire! Siamo molto più belle con indosso un blush non testato, no? Fate girare! grazie :)


martedì 17 aprile 2012

Fratelli Serpenti

Il detto "meglio soli che male accompagnati" non è per niente sbagliato.

Ho una merda per fratello.
Sarebbe meglio mi dicesse guarda del babbo non mi frega nulla arrangiati. Sarebbe preferibile ai danni che fa e agli insulti che sparge in giro come fossero verità.

Che brutta gente c'è in giro. Che triste personaggio. Tristissimo.

giovedì 22 marzo 2012

Animaliamici


Gb, il cavallo muore misteriosamente il giorno prima della scomparsa della sua proprietaria
La ragazza, Emma, era malata di leucemia, mentre il suo animale, Lavender, sempre stato sano
Il legame tra animale e padrone è unico e insostituibile: siamo convinti in fondo che i nostri amici a quattro zampe ci 'capiscano' e nutriamo per loro un affetto incondizionato. Dall'Inghilterra, precisamente dal Kent, arriva un ulteriore riprova di ciò. Un cavallo, Lavender, è morto misteriosamente il giorno prima della scomparsa della sua proprietaria, Emma Smith, 23enne malata di leucemia. La storia di un'amicizia speciale, anche nella tragedia. 
Il cavallo fin ad allora era sempre stato sano. Da quando alla sua padroncina è stata riscontrata la malattia, però, anche l'animale ha iniziato a soffrirne. I due erano profondamente legati, il loro sodalizio era perfetto: da quando Emma aveva quindici anni, era diventata inseparabile dal suo cavallo.
Secondo il racconto dei genitori della ragazza, il legame tra i due era davvero speciale, c'era una forte empatia tra di loro e il destino ha voluto che fossero uniti fino alla fine. Da quando si era ammalata, Emma era riuscita a cavalcare Lavender solamente due volte e di ciò entrambi ne soffrivano molto. Morto Lavender, il giorno dopo anche Emma si è spenta. 
"Emma viveva per i cavalli" racconta Julie, la madre. "All'inizio Lavender era molto indisciplinato, scappava in continuazione. Ma Emma non si è arresa e, con pazienza, è riuscita a farsi ascoltare. Da otto anni Lavender era una parte importante della famiglia". E il padre, Malcom, aggiunge: "Quando Emma era in ospedale, l'unico suo pensiero era di essere a casa con noi e il suo amato cavallo".
Ora che Emma e Lavender non ci sono più, la famiglia della ragazza ha voluto instituire una Fondazione in sua memoria, per raccogliere fondi da destinare all'ospedale Medway dove Emma era ricoverata. Un assegno di 1.620 sterline è già stato consegnato il giorno del funerale e in sole due settimane sono stati venduti più di duecento braccialetti in memoria di Emma.

Notizia trovata sul sito www.tgcom.it