mercoledì 2 maggio 2012

Mangiare o Nutrirsi?


Altra conferma che meno carne è meglio

17/03/2012Dr. Ongaro
Nuovi dati emersi da studi a lungo termine che hanno coinvolto decine di migliaia di soggetti, suggeriscono che ridurre il consumo di carne può prevenire le patologie cardiovascolari e alcuni tumori. Mangiare una volta al giorno carne può aumentare del 16% la mortalità per eventi cardiocircolatori e del 10% quella per cancro. Questi dati vanno ad aggiungersi a quelli emersi da numerosi studi epidemiologici sul consumo di carne rossa e l’aumentato rischio di diabete, malattie coronariche, ictus e alcune forme di tumore come quello del colon. Altri studi indicano che il rischio sembra essere maggiore per le carni processate come quelle degli insaccati, delle salsicce e dei würstel in particolare se preparati industrialmente. I nuovi dati che emergono dal Nurses’ Health Study (83644 donne) e dal Health Professionals Follow Up Study (37698 uomini) indicano che oltre all’aumentato rischio imputabile esclusivamente all’assunzione di carne, i mangiatori di carne sono esposti ad altri rischi in quanto adottano spesso uno stile di vita complessivamente poco salutare. Per esempio i soggetti che mangiano quantità più elevate di carne risultano essere fisicamente meno attivi, sono più spesso fumatori e bevitori, mangiano meno verdure e meno cereali integrali e tendono ad essere più grassi. Detto tutto ciò, va anche ricordato che molto del rischio connesso con l’assunzione della carne è probabilmente da imputare alla qualità e alle caratteristiche della carne proveniente da allevamenti intesivi, che purtroppo è la stragrande maggioranza della carne in circolazione. Questi animali sono nutriti con mangimi non idonei che alterano le caratteristiche metaboliche dell’animale e dunque quelle nutrizionali delle carni che noi ingeriamo. Si tratta di animali obesi e spesso ammalati e questo dovrebbe essere considerato nel giudicare i risultati di questi studi.
Per saperne di più: Pan A, Sun Q, Bernstein AM, et al. Red meat consumption and mortality. Arch Intern Med 2012; DOI:10.1001/archinternmed.2011.2287. Available at: http://www.archinternmed.com.

lunedì 30 aprile 2012

Assenze

Mi manca leggere. Mi manca annullarmi in un libro. Non ci riesco. Non ci riesco più da circa 6 mesi. Tornerà più un minimo di normalità? Facciamo finta di si e andiamo avanti. Alternative non ce ne sono.

venerdì 20 aprile 2012

Appello


Raccolgo l’appello di Misstrawberry Fields: 

Ragazze vi lascio questo importante link riguardante i test sugli animali. Ricordate che nel 2013 doveva avvenire la cessazione assoluta, completa e mondiale di qualsiasi test sugli animali ai fini cosmetici? Beh vogliono rimandarla di altri 10 anni! Al 2023!!! Firmiamo la petizione, facciamoci sentire! Siamo molto più belle con indosso un blush non testato, no? Fate girare! grazie :)


martedì 17 aprile 2012

Fratelli Serpenti

Il detto "meglio soli che male accompagnati" non è per niente sbagliato.

Ho una merda per fratello.
Sarebbe meglio mi dicesse guarda del babbo non mi frega nulla arrangiati. Sarebbe preferibile ai danni che fa e agli insulti che sparge in giro come fossero verità.

Che brutta gente c'è in giro. Che triste personaggio. Tristissimo.

giovedì 22 marzo 2012

Animaliamici


Gb, il cavallo muore misteriosamente il giorno prima della scomparsa della sua proprietaria
La ragazza, Emma, era malata di leucemia, mentre il suo animale, Lavender, sempre stato sano
Il legame tra animale e padrone è unico e insostituibile: siamo convinti in fondo che i nostri amici a quattro zampe ci 'capiscano' e nutriamo per loro un affetto incondizionato. Dall'Inghilterra, precisamente dal Kent, arriva un ulteriore riprova di ciò. Un cavallo, Lavender, è morto misteriosamente il giorno prima della scomparsa della sua proprietaria, Emma Smith, 23enne malata di leucemia. La storia di un'amicizia speciale, anche nella tragedia. 
Il cavallo fin ad allora era sempre stato sano. Da quando alla sua padroncina è stata riscontrata la malattia, però, anche l'animale ha iniziato a soffrirne. I due erano profondamente legati, il loro sodalizio era perfetto: da quando Emma aveva quindici anni, era diventata inseparabile dal suo cavallo.
Secondo il racconto dei genitori della ragazza, il legame tra i due era davvero speciale, c'era una forte empatia tra di loro e il destino ha voluto che fossero uniti fino alla fine. Da quando si era ammalata, Emma era riuscita a cavalcare Lavender solamente due volte e di ciò entrambi ne soffrivano molto. Morto Lavender, il giorno dopo anche Emma si è spenta. 
"Emma viveva per i cavalli" racconta Julie, la madre. "All'inizio Lavender era molto indisciplinato, scappava in continuazione. Ma Emma non si è arresa e, con pazienza, è riuscita a farsi ascoltare. Da otto anni Lavender era una parte importante della famiglia". E il padre, Malcom, aggiunge: "Quando Emma era in ospedale, l'unico suo pensiero era di essere a casa con noi e il suo amato cavallo".
Ora che Emma e Lavender non ci sono più, la famiglia della ragazza ha voluto instituire una Fondazione in sua memoria, per raccogliere fondi da destinare all'ospedale Medway dove Emma era ricoverata. Un assegno di 1.620 sterline è già stato consegnato il giorno del funerale e in sole due settimane sono stati venduti più di duecento braccialetti in memoria di Emma.

Notizia trovata sul sito www.tgcom.it

mercoledì 7 marzo 2012

Rivelazioni

A distanza di tempo si vedono le cose più chiare e distinte. Si mettono in fila tante cose, tante occasioni perse e raccolte. Si capisce quanto una persona era piccola piccola e triste. Talmente triste che ha occupato i nostri pensieri per un po' di tempo e poi ci si meraviglia quando non la si pensa più.
E' una piccola sorpresa. Piacevole!