MUORE IL CANE: BIMBO NON MANGIA PIU'
Da quando è morto il suo cane, un bel pastore tedesco dal pelo folto, Mattia non ne vuole più sapere di mangiare. Il piccolo, 8 anni, di Frosinone, è caduto in uno stato di profonda depressione. Rudi era tutto per lui: compagno di giochi, "confidente", amico fedele. I genitori hanno cercato di distrarlo con nuovi giochi e gli hanno promesso un nuovo cucciolo della stessa razza ma Mattia rivuole indietro il suo Rudi.
Con il cane condivideva tutto e la sua improvvisa scomparsa, per vecchiaia, lo ha gettato in uno sconforto inconsolabile. I genitori sono preoccupati e hanno consultato un pediatra e uno psichiatra infantile per evitare che Mattia rischi di diventare anoressico. Rifiuta anche i dolci preferiti e tutti i piatti che prima divorava con voracità.
Gli specialisti hanno assicurato che gli passerà ma che solo il tempo può aiutare il bambino a rielaborare il lutto, a diluire il dolore della perdita. I due infatti condividevano tutto: al momento del risveglio, il mattino, il primo pensiero di Mattia era il suo cane.
Rudi gli andava incontro scodinzolando, accompagnandolo per un tratto quando il bambino usciva per andare a scuola. Poi lo aspettava impaziente all'ora di pranzo e, all'avvicinarsi della passeggiata insieme, era tutto un rituale con il guinzaglio e i guaiti per richiamare l'attenzione che Mattia sapeva leggere e interpretare perfettamente.
Il rapporto che si può satbilire è intensissimo, come ben sanno coloro che hanno vissuto a lungo con un cane. Nel caso della famiglia di Mattia, Rudi stava con loro da più di dieci anni. Una vita passata insieme, fatta di abitudini, di rituali, di scambio di affetto. E tante carezze che ora Mattia non può più dare e che vuole negare anche a se stesso. notizia tratta da tgcom
Omnia Munda Mundis: tutto è pulito per le persone pulite. E' incredibile come l'uomo non riesca a capire che uccidendo le bellezze della natura muore anche l'animo umano.
martedì 23 agosto 2005
lunedì 22 agosto 2005
Padova: immigrati minacciano agenti
Maxi aggressione alle forze dell'ordine al quartiere Stanga di Padova, una delle zone più pericolose della città. Stando alla Questura, la rissa sarebbe iniziata dopo un controllo che ha scatenato l'ira di circa cento marocchini tutti residenti nella zona. Infastiditi dalla presenza delle forze dell'ordine, gli extracomunitari hanno minacciato gli agenti lanciando vetri e bottiglie. La rivolta è stata sedata.
Due agenti feriti, una volante della polizia accerchiata da almeno cento extracomunitari e una ventina di agenti delle forze dell'ordine impegnati per due ore per sedare una serie di tafferugli all'interno del quadrilatero di via Anelli a Padova. E' il bilancio di un'operazione di controllo del territorio culminata in una sorta di rivolta contro la polizia da parte degli abitanti del quartiere ad alta densita' criminale in zona Stanga a Padova.
Tutto e' iniziato poco dopo le 15, quando una pattuglia del commissariato Stanga stava controllando l'appartamento di un cittadino marocchino, arrestato per ricettazione. All'uscita dell'abitazione che l'uomo occupava al civico 13 di via Anelli, gli agenti si sono trovato accerchiati da almeno cento connazionali dell'uomo, inferociti, che li hanno minacciati e hanno lanciato vetri e stoviglie contro la loro auto. In rinforzo sono arrivate altre volanti e gli agenti hanno avuto il loro daffare per sedare i tumulti. Due poliziotti sono rimasti feriti alle braccia nel tentativo di difendersi dal lancio di bottiglie di vetro. Si tratta dell'ultimo di una serie di episodi ormai quotidiani nella zona: ieri un'altra volante della polizia era stata fatta oggetto di lanci di vetri dall'alto delle palazzine di via Anelli mentre transitava in zona per un controllo. Martedi' un'altra auto della polizia era stata pesantemente danneggiata con pietre e bastoni da parte di un gruppo di nordafricani durante un arresto.
Sono sei i magrebini che si sono resi protagonisti di una aggressione a colpi di bottiglie e stoviglie lanciate dall'alto contro una pattuglia di polizia impiegata in un arresto oggi pomeriggio nel complesso padovano di via Anelli. Nel piazzale della serie di palazzine un folto gruppo di persone, costituito da diverse decine di extracomunitari, ha assistito alla scena, senza pero' prendere parte all'azione, come precisano fonti della questura padovana. A causa della resistenza opposta dall'arrestato e del lancio dei vetri contro gli agenti, due poliziotti sono rimasti feriti alle braccia in maniera non grave, riportando ferite giudicate guaribili nel giro di alcuni giorni. L'arrestato ha dichiarato di chiamarsi Ali' Said, marocchino di 26 anni, gia' conosciuto dalle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio e connessi allo spaccio di droga. Nell'appartamento che l'uomo occupa in via Anelli gli agenti hanno sequestrato duemila euro in contanti, sostanze utili al taglio di sostanza stupefacente e una valigia piena di merce di sospetta provenienza furtiva, tra cui macchine fotografiche, telefoni cellulari e alcune videocamere.
Notizia tratta da www.tgcom.it
venerdì 19 agosto 2005
lunedì 8 agosto 2005

| ABBANDONO DI ANIMALI: E’ UN REATO, MA SOLO 47 ITALIANI SU 100 SANNO CHE SI RISCHIA IL CARCERE |
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venerdì 5 agosto 2005
Ancora un giorno e poi:
niente Ascella, niente Orario Elastico, niente capetti frustrati, niente coordinatori, niente corsi per l'assertività, niente colleghe "ce l'ho solo io", niente supergnocche, niente dirigenti maschi con "crisi uterine", niente trabocchetti per vedere fino a che punto riesci a rimanere te stessa e a non entrare nel giro dei lecchini.
No, ancora un giorno e poi solo persone piacevoli con cui trascorrere il tempo libero. Persone da abbracciare dopo anni che non si vedono. Persone nuove da conoscere, voci, inflessioni, volti nuovi. Una lingua diversa dalla mia ma tanto famigliare e amata... la mia seconda casa. (Scozia perdonami!).
mercoledì 3 agosto 2005
Passerotto salvato dai vigili del fuoco
Una buona azione. L’hanno compiuta ieri mattina una gentile signora vicentina e i vigili del fuoco, che hanno salvato un passerotto un po’ maldestro e un po’ curioso che era finito, svolazzando su un tetto, in fondo ad una grondaia. Grazie all’intervento dei pompieri è stato liberato e raggiunto, pare, dalla mamma, riprendendo a volare.
Al 115, verso le 11 di ieri, è arrivata la chiamata di Paola, che abita in città in zona Casale. «Mi dispiace disturbarvi per una questione di piccolo conto come la mia - si è scusata - ma se avete tempo e buon cuore potreste farmi un piacere. Da due giorni sento piangere (così mi è parso di capire) un uccellino da dentro la g rondaia. Evidentemente ci è caduto dentro e non riesce più a uscire».
I pompieri, fra cui compiti c’è anche il soccorso degli animali, si sono recati senza indugio in strada Casale.Paola li aspettava ed ha indicato loro la grondaia da cui proveniva il lamento. I vigili del fuoco non hanno potuto far altro che aprire la grondaia smontandone un pezzo e lasciare il varco per l’uccellino, che però non è uscito subito.
Poco dopo il loro rientro in caserma, Paola ha richiamato entusiasta per ringraziare: «Il passerotto è uscito, ed è venuta a prenderlo la mamma. Ha ripreso a volare, è felice, e lo sono anch’io. Grazie di cuore, gli avete salvato la vita». Il mestiere del pompiere.
da Il Giornale di Vicenza - 24 luglio 2005
Abbandonare un animale è un reato, ma solo 47 italiani su 100 sanno che si rischia il carcere. E’, questo, il risultato di una indagine conoscitiva che ha effettuato l’Osservatorio reati contro gli animali (Orca) promosso dall’Enpa, in collaborazione con 17 Sezioni della Protezione Animali in tutto il Paese. L’indagine è stata effettuata per tentare di “sondare” la percezione del reato, la conoscenza della legge 189/2004 e per capire le eventuali soluzioni al problema dell’abbandono degli animali domestici.