martedì 30 marzo 2010


 



Geert Wilders, discorso a Washington



 



 Geert Wilders e' un Deputato del Parlamento Olandese.



‘In una generazione o due, gli Stati Uniti si chiederanno: chi ha perso l'Europa?’



Qui di seguito riportiamo il discorso di Geert Wilders, Presidente del Partito per la Liberta' dei Paesi Bassi, all'hotel Four Seasons di New York, presentando una Alleanza di Patrioti e annunciando la conferenza Affrontare la Jihad che si terra' a Gerusalemme .  



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Cari amici, 



Vi ringrazio molto per avermi invitato.



Sono venuto in America con una missione.  C'e' qualcosa che non va nel Vecchio Mondo.  Un pericolo tremendo si profila minacciosamente, ed e' molto difficile essere ottimisti. Potremmo essere allo stadio finale dell' Islamizzazione dell' Europa. Questo non solo e' un chiaro e presente pericolo per il futuro dell' Europa stessa, e' anche una minaccia per l' America e la pura sopravvivenza dell'Occidente.  Gli Stati Uniti sono l'ultimo bastione della civilta' Occidentale che si trova a fronteggiare una Europa Islamica.



Per prima cosa descrivero' la situazione sul terreno in Europa.  In seguito, diro' qualcosa circa l'Islam.  Per finire, vi parlero' di un futuro incontro a Gerusalemme.



L'Europa che voi conoscete sta cambiando. 




In Europa voi avete probabilmente visto i posti famosi.  Ma in tutte queste citta', talvolta solo qualche strada piu' in la' della vostra destinazione turistica c'e' un altro mondo.  E' il mondo della societa' parallela creata dalla'immigrazione di massa mussulmana.  



In tutta l'Europa una nuova realta' sta sorgendo:  intieri quartieri mussulmani dove pochissima gente indigena risiede o persino si vede.   E se ci si avventura, potrebbe pentirsene.  E questo vale anche per la polizia.  E' il mondo dei fazzoletti in testa, dove le donne vanno in giro in tende senza forma, con carrozzine e un gruppo di bambini.  



I loro mariti, o schiavisti se preferite, camminano tre passi avanti.  Con moschee a molti angoli di strada.  I negozi hanno scritte che ne' io ne' voi possiamo leggere.  E' quasi impossibile trovare una qualsiasi attivita' economica.  Questi sono ghetti mussulmani    controllati da fanatici religiosi.  Questi sono quartieri mussulmani, e stanno crescendo come funghi in ogni citta' dell' Europa.  Questi sono i pilastri portanti per il controllo territoriale di sempre piu' grandi porzioni d'Europa, strada per strada, quartiere per quartiere, citta' per citta'. 



Ci sono ormai migliaia di moschee in tutta l'Europa.  Con congregazioni piu' grandi di quelle che ci sono nelle chiese.  E in ogni citta' europea esistono progetti per costruire super-moschee che al paragone ogni chiesa nella regione sembrera' una nana.   Chiaramente, il segnale e': comandiamo noi.



Molte citta' europee sono gia' per un quarto mussulmane: pensate solo ad Amsterdam, Marsiglia e Malmo in Svezia.  In molte citta' la maggioranza della popolazione sotto i 18 anni e' mussulmana.  Parigi e' ora circondata da un anello di quartieri mussulmani.  In molte citta' Mohammed e' il nome piu' comune tra i ragazzi.  



In alcune scuole elementari ad Amsterdam non si puo' piu' menzionare la fattoria perche' significherebbe menzionare anche il maiale e questo sarebbe un insulto ai mussulmani.   



Molte scuole statali in Belgio e Danimarca servono solo cibo "halal" a tutti gli scolari.  Nella Amsterdam un tempo cosi' tollerante i gay sono bastonati quasi esclusivamente da mussulmani.  Le donne non-mussulmane sono costantemente insultate col grido 'puttana, puttana'.  I piatti satellitari non sono puntati su stazioni TV locali ma su stazioni del paese di origine.  



In Francia agli insegnanti delle scuole si consiglia di evitare autori ritenuti offensivi ai mussulmani, inclusi Voltaire e Diderot; e lo stesso si applica sempre piu' a Darwin.  La storia dell'Olocausto non puo' piu' essere insegnata a causa della sensibilita' mussulmana. 



In Inghilterra i tribunali della Sharia sono ormai parte del sistema legale britannico.  Molti quartieri in Francia sono aree proibite alle donne senza fazzoletto in testa.   L'altra settimana un uomo e' quasi morto dopo essere stato bastonato da mussulmani a Bruxelles, perche' beveva durante il Ramadan.  



Gli Ebrei stanno fuggendo dalla Francia in quantita' record, scappando dalla peggiore ondata di anti-Semitismo dal tempo della Seconda Guerra Mondiale.   Il Francese e' ora comunemente parlato nelle strade di Tel Aviv e Netanya in Israele.  Potrei continuare all'infinito con storie come questa.  Storie sull' islamizzazione.   



Un totale di cinquantaquattro milioni di mussulmani vivono ora in Europa.  L'Universita' di San Diego ha calcolato recentemente che uno sbalorditivo 25 percento della popolazione in Europa sara' mussulmana in solo 12 anni da ora.  Bernard Lewis ha predetto che alla fine di questo secolo ci sara' una maggioranza mussulmana.  



Ora questi sono solo numeri.  E i numeri non sarebbero una minaccia se gli immigranti mussulmani avessero un forte desiderio di assimilarsi.  Ma ci sono pochi segnali di questo.   Il Centro di Ricerca Pew riporta che meta' dei mussulmani francesi considerano la loro lealta' all'Islam maggiore della loro lealta' alla Francia.  Un terzo dei mussulmani francesi non sono contrari agli attacchi suicidi.   Il Centro Britannico per la Coesione Sociale riferisce che un terzo degli studenti  mussulmani britannici sono a favore di un califfato mondiale.   I mussulmani pretendono quello che chiamano 'rispetto'.  E cosi' e' come noi diamo loro rispetto.  Abbiamo ora festivita' ufficiali statali mussulmane.



Il Ministro della Giustizia Cristiano-Democratico nei Paesi Bassi e' pronto ad accettare la Sharia se c'e' una maggioranza mussulmana.  Abbiamo membri del governo con passaporti del Marocco e della Turchia.




Le pretese dei mussulmani trovano supporto nel comportamento illegale di molti di loro, a partire da piccoli crimini e violenza a caso, ad esempio contro operatori delle ambulanze e autisti di autobus, fino a piccole sommosse vere e proprie.  Parigi ha visto la sua sommossa nella periferia meno abbiente, la banlieu.   Io chiamo i responsabili 'coloni insediati'.  Perche' e' quello che sono.  Questi non vengono per integrarsi nelle nostre societa'; vengono per integrare la nostra societa' nel loro Dar-al-Islam.   Pertanto, sono degli insediati.



Molta di questa violenza di strada che ho menzionato e' diretta esclusivamente contro i non-mussulmani, forzando molta gente del posto a lasciare i loro quartieri, le loro citta', i loro paesi.  Per di piu', i mussulmani costituiscono ora un voto elettorale da non ignorare.        



La seconda cosa che si deve sapere e' l'importanza che ha Maometto il profeta.  Il suo comportamento e' un esempio per tutti i mussulmani e non puo' essere criticato.   Ora, se Maometto fosse stato un uomo di pace, diciamo come Ghandi e Madre Teresa in uno, non ci sarebbe nessun problema.  Ma Maometto era un signore della guerra, un assassino di massa, un pedofilo ed ebbe parecchi matrimoni - tutti allo stesso tempo.  La tradizione islamica ci dice come combatte' nelle battaglie, come fece assassinare i suoi nemici e perfino fece giustiziare i prigionieri di guerra.  Maometto stesso massacro' la tribu' ebrea dei Banu Qurayza.  Se una cosa va bene per l'Islam e' buona.  Se non va bene per l'Islam e' cattiva.                   



Non fatevi abbindolare da chi dice che l'Islam e' una religione.  Certo, ha un dio e un al di la', e 72  vergini.   Ma nella sua sostanza l'Islam e' una ideologia politica.  E' un sistema che detta regole precise per la societa' e per la vita di ogni persona. 



L' Islam vuole sentenziare su ogni aspetto della vita.  Islam significa 'sottomissione'.  l'Islam non e' compatibile con la liberta' e la democrazia, perche' quello per cui si batte e' la Sharia.  Se uno vuole paragonare l'Islam a qualsiasi cosa, lo paragoni al comunismo o al nazional-socialismo, tutte queste sono ideologie totalitarie.                               




Ora sapete perche' Winston Churchill chiamava l' Islam ‘la piu' retrograda forza al mondo', e perche' paragonava il Mein Kampf al Corano.   Il pubblico ha accettato senza riserve la narrativa palestinese e considera Israele l'aggressore.  Io ho vissuto in questo paese e l'ho visitato dozzine di volte.  Io sostengo Israele.  Primo, perche' e' la patria degli Ebrei dopo duemila anni di esilio fino a ed incluso Auschwitz, secondo perche' e' una democrazia, e terzo perche' Israele e' la nostra prima linea di difesa. 



Questa minuta nazione e' situata sulla linea di faglia della jihad, frustrando l'avanzata territoriale dell' Islam.  Israele ha davanti le lineee del fronte della jihad, come il Kashmir, il Kosovo, le Filippine, il Sud della Thailandia, il Darfur nel Sudan, il Libano, ed Aceh in IndonesiaIsraele  e' semplicemente un ostacolo.  Nello stesso modo come Berlino Ovest  lo era durante la Guerra Fredda.  



La guerra contro Israele non e' una guerra contro Israele.  E' una guerra contro l' Occidente.  E' jihad.  Israele sta semplicemente ricevendo i colpi che sono veramente per tutti noi.  Se non ci fosse Israele, l'imperialismo islamico avrebbe trovato altre strade per sfogare la sua energia e il suo desiderio di conquesta.  Grazie ai genitori israeliani che mandano i loro figli nell'esercito e restano svegli la notte, i genitori in Europa ed in America possono dormire bene e sognare, ignari dei pericoli che incombono.



Molti in Europa sono favorevoli ad abbandonare Israele per risolvere le lamentele delle nostre minoranze mussulmane.  Ma se Israele dovesse, Dio ne scampi, soccombere, questo non porterebbe alcun sollievo all'Occidente.  Questo non vorrebbe dire che le nostre minoranze mussulmane cambierebbero tutto ad un tratto il loro comportamento ed accetterebbero i nostri valori.  Al contrario, la fine di Israele darebbe un enorme incoraggiamento alle forze dell'Islam.  Esse vedrebbero, ed a ragione, la fine di Israele come la prova che l'Occidente e' debole e condannato.  La fine di Israele non significherebbe la fine dei nostri problemi con l'Islam ma solo il principio.  Significherebbe l'inizio della battaglia finale per la dominazione del mondo.  Se essi possono prendere Israele possono prendersi tutto.  



Alcuni cosiddetti giornalisti, etichettano di loro spontanea volonta' qualsiasi critico dell'Islamizzazione come "estremista di estrema destra" o "razzista".  Nel mio paese, i Paesi Bassi, 60 percento della popolazione ora considera l'immigrazione di massa dei mussulmani come l'errore politico numero uno dalla Seconda Guerra Mondiale.  Ed un altro 60 percento considera l'Islam la minaccia maggiore.  Eppure c'e' un pericolo maggiore degli attacchi terroristici, lo scenario dell'America come l'ultimo uomo rimasto in piedi.  Le luci possono spegnersi in Europa piu' presto di quello che uno possa immaginare.  Un'Europa islamica significa un'Europa senza liberta' e democrazia, una desolazione economica, un incubo intellettuale ed una perdita di potenza militare per l'America - mentre i suoi alleati si trasformano in nemici, nemici con bombe atomiche.  Con una Europa islamica, resterebbe l'America da sola a preservare l'eredita' di Roma, Atene e Gerusalemme.   



Cari amici, la liberta' e' il bene piu' prezioso.  La mia generazione non ha mai dovuto combattere per questa liberta', ci e' stata offerta su di un piatto d'argento da gente che per averla ha combattuto dando la loro vita.  In tutta l'Europa i cimiteri americani ci ricordano i giovani ragazzi che non ce l'hanno fatta a tornare a casa e la cui memoria ci e' cara.  Questa liberta' non appartiene alla mia generazione; noi ne siamo solamente i custodi.  Noi possiamo solo passare questa liberta' conquistata duramente ai figli dell'Europa nelle stesse condizioni in cui fu offerta a noi. Non possiamo fare patti con mullah e imam.  Le future generazioni non ci perdonerebbero mai.  Non possiamo sprecare le nostre liberta'.  Semplicemente, non abbiamo il diritto di farlo.  Noi dobbiamo fare adesso le azioni necessarie per impedire a questa stupidita' islamica di distruggere il mondo, questo lo sappiamo.   


http://deborahfait.ilcannocchiale.it/

lunedì 8 febbraio 2010

E ascolta come allegro
canta il tordo.
Anche lui è un predicatore
di valore.

Vieni, avanza dentro la luce
delle cose.
Permetti alla Natura
di farti da maestra.

William Wordsworth 1770-1850

mercoledì 27 gennaio 2010

Un pensiero e una preghiera ad Anna Frank. Un simbolo per ricordate tutti/e.

mercoledì 20 gennaio 2010

martedì 22 dicembre 2009

ERA L'ULTIMO ESEMPLARE
Cina, uccide e mangia una tigre rarissima


Un cinese è stato condannato a 12 anni per aver ucciso e mangiato una tigre Indocinese che, secondo l'accusa, avrebbe potuto essere l'ultimo esemplare della sua specie.


notizia tratta da www.tgcom.it

 

lunedì 2 novembre 2009

Ci odiano ? e noi piantiamo un albero, la nostra forza di sempre


Informazione Corretta - 25/10/2009

Golda Meir disse "noi israeliani ce l'abbiamo con Mosè: ci ha fatto camminare quarant'anni nel deserto per portarci nell'unico posto del Medio Oriente dove non c'è petrolio."
In effetti quel Mose' , scappando dall'Egitto, poteva portarci verso le distese petrolifere invece di farci arrivare nella Terra del latte e del Miele che non aveva ne' latte ne' miele ma tanta sabbia e nessuna altra ricchezza che l'amore degli ebrei per essa.
Questo amore ha dimostrato di essere eterno, di superare difficolta' immani, persecuzioni, esilio, genocidi,per gridare , alla fine di ogni dolorosa esperienza "L'anno prossimo a Gerusalemme". Quando un paio di secoli fa incomincio' l'epica avventura del ritorno alla Terra siamo diventati palestinesi e abbiamo dovuto lavorare una terra dura e incolta stando attenti a siriani e iracheni che volevano vederci morti.
Golda Meir diceva ancora "Io sono palestinese ma non amo questo nome. Palestina e' il nome che i Romani hanno dato a Erez Israel col proposito di cancellare gli ebrei. Perche' dovremmo usare un nome che puo' solo umiliarci e ricordarci il furto della nostra Terra? "
Purtroppo il furto della terra non fu solo una particolarita' dei romani, anche gli inglesi non hanno mai scherzato e nel 1921 il 78% di quello che la Lega delle Nazioni designo' quale "Casa Nazionale del Popolo Ebraico" fu donato dagli stessi perfidi britannici a Abdullah, figlio di Sharif Hussein ibn Ali, autoproclamatosi emiro hashemita della Mecca.
Nel 1948 gli ebrei divennero israeliani e dovettero fare la guerra contro siriani, iracheni, giordani, sudanesi, vinsero le guerre e nel 1967 gli arabi locali si fecero chiamare palestinesi, nome che non sapevano nemmeno pronunciare e che storpiarono subito in filastin dando in pasto al mondo la menzogna piu' grande dal Medioevo in poi. Il mondo si abbevero' a questa menzogna e si nutri dell'odio piu' grande della storia del mondo, dalle origini ai nostri giorni.
L'odio per gli ebrei, l'odio per Israele, un odio cosi' immenso che toglie la ragione a chi lo prova e che noi, ogni giorno, tocchiamo con mano. Ognuno ci odia a modo suo, chi diffamandoci, chi boicottandoci, chi insultandoci, chi negandoci il diritto di vivere e di difenderci e noi mettiamo tutto sulle spalle. Pesa, Dio se pesa, ma saper sopportare continuando a vivere sempre meglio e' la nostra forza di sempre. Se non l'avessimo avuta saremmo scomparsi duemila anni fa invece siamo qua abbiamo costruito un bel paese da zero .
Ci odiano? e noi piantiamo un albero. Ci diffamano? e noi piantiamo un bosco. Ci boicottano? e noi costruiamo una centrale solare nel deserto. Dovrebbero ammirarci e rispettarci, dovrebbero rendersi conto del lavoro titanico fatto dagli israeliani, in condizioni di vita al limite dell'umano, per trasformare una terra di sabbia, paludi e malaria, nel paradiso dell'Eden quale e' oggi.
Vado spesso nel Neghev e , passata Beer Sheva, entrati nel Far West di Israele, regno dei beduini e dei loro cammelli, ci si rende conto dell'immensa fatica fatta per trasformare tutti quei sassi, quella sabbia del deserto, pur nel rispetto della natura del luogo, in giardini, in coltivazioni di uva pregiata, in villaggi studenteschi dove scienziati si dedicano alla ricerca piu' estrema e vivono la' colle loro famiglie in un tipo di societa' pastorale molto vicina alla vita del kibbuz. La', in uno di quei posti magici, si possono fare alcuni passi nel silenzio e si arriva in una terrazza naturale che si affaccia sul deserto di Giuda, in questa terrazza di terra e sassi bianchi, due alberi fanno ombra a due tombe di marmo rosa :David Ben Gurion e Paula Ben Gurion.
Il Padre di Israele e sua moglie riposano davanti alla meraviglia di quel deserto circondati da famiglie di stambecchi superprotetti che nessuno deve spaventare. Gli stambecchi sono i padroni del territorio insieme a quelle due tombe sotto gli alberi che sembrano dire ai visitatori " Mose' ci ha portati qua, non c'e' petrolio, non c'e' ricchezza. C'e' amore per la propria Terra e qui i nostri figli cresceranno, per sempre."
Di fronte a simili spettacoli, alla luce di tanta forza, una forza che qui si respira a pieni polmoni, un amore che ti chiude la gola, cosa puo' farci qualche misero uomo che odia Israele e nega la Shoa'? Niente se non pena e schifo.

Deborah Fait
http://deborahfait.ilcannocchiale.it/