martedì 15 settembre 2009

Sposa bambina muore di parto
Yemen, la piccola aveva 12 anni


A 11 anni era stata ritirata da scuola e data in sposa. Un anno dopo, a 12 anni, è morta dando alla luce il suo primo figlio: a denunciare la sorte della bambina yemenita è un gruppo per la difesa dei diritti dell'Uomo a Sanaa. L'organizzazione ha precisato che Fawzia Abdallah Youssef è morta venerdì per un'emorragia nell'ospedale saudita di Hajja, a nord di Sanaa, e il bambino è nato morto.
Dietro a questa nuova tragedia di una sposa bambina, secondo la denuncia, le condizioni di estrema indigenza della sua famiglia. Lo scorso anno un'altra bambina era salita agli onori della cronaca in Yemen, in un caso che si era però concluso positivamente. Nojoud Mohammad Ali, 8 anni, era stata costretta a sposare un giovane di 28 anni. Ma la piccola aveva denunciato suo padre e ottenuto il divorzio.
Anche in Arabia Saudita un'altra bambina di 8 anni era stata sposata a sua insaputa ad un uomo di 50 anni. Sua madre però si era rivolta al tribunale e, al termine di una battaglia legale durata otto mesi, era riuscita ad aprile di quest'anno ad ottenere l'annullamento del matrimonio.
Sia nello Yemen che in Arabia Saudita sono attive diverse organizzazioni, in particolare movimenti femministi, che si battono per fissare per legge a 18 anni l'età minima per il matrimonio.


Ieri su www.tgcom.it

venerdì 11 settembre 2009


E' un triste anniversario.
L'anniversario dell'attacco al World Trade Center. Sono passati otto anni da quella terribile mattina. Il mio pensiero va alle 2974 vittime e a chiunque sia stato toccato da questa tragedia. Ieri, come oggi.

martedì 25 agosto 2009

La corte dei diritti umani dà ragione all'Italia
"G8 Giuliani ucciso per legittima difesa"
La corte di Strasburgo rigetta la richiesta della famiglia del ragazzo morto durante gli scontri: per i giudici il comportamento di Placanica fu solo di legittima difesa.
La sentenza della Corte dei diritti umani di Strasburgo chiude la vicenda: il comportamento delle autorità italiane fu collaborativa e non fu nascosta alcuna prova. I giudici hanno stabilito che Placanica sparò perché si trovava in un effettivo stato di pericolo e in pericolo di vita. Riconosciuto comunque un risarcimento ai Giuliani di 40mila euro perché l'Italia avrebbe dovuto indagare meglio sulla vicenda.
notizia tratta da www.tgcom.it


 

mercoledì 12 agosto 2009

Partorisce una bimba, bruciata viva
Bruciata viva dal marito e dai parenti per aver partorito una bambina. E' accaduto in India a una giovane 25enne, Momeena, "responsabile" non solo di aver dato alla luce una figlia, ma di averlo fatto per la seconda volta. La donna è stata data alle fiamme dal marito, dal cognato e dalla suocera solo poche ore dopo il parto. I tre poi sono scomparsi, portandosi dietro la neonata. Si teme che anche la piccola possa essere stata uccisa.
Sul caso sta indagando la polizia, ma sull'efferato omicidio non ci sono dubbi. La 25enne è stata condannata a morte dai suoi stessi parenti solo per aver partorito una femmina. Ma non è tutto qui. La famiglia di Momeena ha anche accusato i tre di aver ucciso, due anni fa, la prima figlia della coppia.
Il fatto riporta in primo piano il problema della selezione dei neonati in base al sesso che si fa in molte zone rurali dell'India. Proprio per questo i medici indiani hanno il divieto di anticipare ai genitori il sesso del nascituro. Norma che viene evidentemente aggirata, visto che in Uttar Pradesh i dati parlano di 898 bambine ogni 1000 bambini nati, proporzione che scende a 850 nei distretti più poveri.
Del resto la pratica di bruciare donne è tutt'altro che sporadica in India. Si calcola che ogni anno migliaia di ragazze vanno incontro a questa fine orribile, soprattutto per problemi di dote o di parti femminili.
notizia tratta da
www.tgcom.it

martedì 4 agosto 2009

Roma, regolarizzati 600 abusivi

Nonostante sia pronto un progetto di ristrutturazione, ai mille abusivi che da due anni hanno occupato l'ex ospedale Regina Elena, l'ex Centro tumori di Roma, l'amministrazione cittadina ha concesso la residenza. Secondo la denuncia di un consigliere, sono in 600 che godranno di questo beneficio. Una situazione paradossale: sono abusivi ma avranno tutti i diritti dei residenti.
L'ex Regina Elena è una struttura di quattro edifici per 21mila metri quadrati. I residenti sono per la maggior parte italiani, in molti sono immigrati con permesso di soggiorno regolari. Ora potranno, secondo il Messaggero, avere il permesso di parcheggiare sulle strisce blu e iscrivere i figli nelle scuole della zona. Rimane un dubbio: chi pagherà le bollette di acqua e luce?
Sulle polemiche per la concessione della residenza, getta acqua sul fuoco il presidente del Municipio, Dario Marcucci: "C'è sempre la promessa che appena inizeranno i lavori l'edificio sarà liberato".
news trovata su www.tgcom.it


Capitale d'italia?