lunedì 30 luglio 2007

Caro Puzzone Sfigato, ho cinque consigli da darti:


fatti un giretto in lavatrice con doppio detersivo e disinfestante.
Ricordati che 
il rispetto dell'altrui persona non l'hai innato e non lo imparerai mai, ma magari galleggeresti con fare meno da stronzo se ti "sforzassi" ripetutamente di fare la persona di larghe vedute. Ahhh a proposito mettiti dei plantari perchè con tutti quei giretti e giravolte alla sera devi avere i piedi gonfi. Ti ha mai detto nessuno che puoi digitare senza fare tutto quel casino? Vedrai che i numeri e le lettere appariranno lo stesso sul monitor come per magia.
 


Potrei continuare ancora, spiegandoti che anche le donne sono esseri viventi, con dei desideri e delle necessità e che l'arricchimento tra persone avviene anche a mezzo di affinità e complicità. NO non sto parlando di arricchimento di "denaro"... con te è tutto tempo sprecato e poi vedo che non sottolinei e non evidenzi niente mentre leggi e non usi il righello... quindi vuol dire che non stai elaborando nulla di quello che stai inserendo nella tua massa cerebrale. Ah per ultimo... ricordati che quello che non vedi con il cuore non potrai mai vederlo con nessuna altra parte anatomica del tuo povero sfigato corpo "umano" perchè l'essenziale è visibile solo al cuore.


firmato: Clio - Filosofa Contemporanea

mercoledì 25 luglio 2007

Alcune perle di Ascella e di OrarioElastico che ho raccolto negli anni:


Ascella ad un certo punto fa: "voglio comprare un gabibbo e metterlo in giardino, sai che bello sotto d'estate?"
io lo guardo e gli faccio: "forse intendevi il gazebo"
e lui: "si quella roba lì".


Ascella è rientrato dalle ferie, ci ha detto di essere stato anche a Roma. E' una bella città, ha detto, e ha visitato la cupola e ha visto i rinfreschi.


Orario Elastico è al telefono con il corriere, deve spedire un pacco, come da prassi gli chiedono il peso e le misure… butta lì un po’ di numeri… è in difficoltà….
Passano i minuti. Lo spedizioniere chiede delucidazioni e lui risponde: “è un quadrato un po’ lungo”…
io gli faccio: “cioè un rettangolo?”.



La settimana scorsa un nostro collega ha subìto un'appendicectomia urgente.
Stamane Orario Elastico mi ha chiesto: “si scrive PENDICITE o APPENDICITE?”.


Ascella al telefono: "sono ingroppato ho troppe cose da fare finisco tutte le sere alle nove, ieri sera sono andato a casa alle sette" (finisci alle nove e vai a casa alle sette?) "ho preso le gocce ieri sera, rilassanti, perchè sono eccentrico".



Ascella rispondendo ai revisori: “l’inglese lo sapevo me lo sono dimenticato”



La stagista rivolta ad Ascella: "ma al coordinatore devo fare anche queste fotocopie?"


Ascella: "si forse è meglio che gliele facci".



 



 




lunedì 23 luglio 2007

Il baby magistrato
 

La sua terra natìa, Montenero di Bisaccia, vanta tra le più alte percentuali italiane di pensioni d’invalidità: Antonio Di Pietro, invece, si è accontentato di andare in pensione a 45 anni. «Era la legge di allora, non potevi certo rifiutare» ha detto a Marco Galluzzo del Corriere della Sera. Sta di fatto che Di Pietro è andato in pensione dopo solo 12 anni di magistratura, e parliamo di una categoria che già ha fama di lavorar poco e vanta la quantità di ferie più corposa del Paese. Nel caso di Di Pietro, poi, c’è un particolare che a suo tempo non notò nessuno: il 28 novembre 1994, solo otto giorni prima di annunciare le dimissioni da magistrato, Di Pietro ottenne la nomina a magistrato d’Appello. I giornali pubblicarono stralci dell’adulatorio decreto di nomina, ma nessuno rilevò che lo scatto di anzianità (chiesto da un Di Pietro che aveva già programmato le dimissioni) serviva perlopiù a elevare la soglia della pensione. E oggi Di Pietro rilascia interviste sulle pensioni e sui lavori usuranti. In Francia e in Germania i minatori e gli operai vanno in pensione come e quando gli altri: «E a me cosa importa?», ha risposto lui, «Questa cosa che l'Italia non possa fare da apripista mi sembra demenziale».

Filippo Facci su Il Giornale della settimana scorsa (non ricordo il giorno esatto....)

venerdì 20 luglio 2007

Telefonata emblematica di Ascella che chiama l'addetto alla manutenzione:

"Dove c'è la scala che poi va giù in gradazione c'è la tazza rotta quello da maschi"

(parola per parola ho riportato come si è "espresso" lui)




Indovinate chi l'ha rotta... quando è andato in bagno ieri si è sentito un botto tremendo.

lunedì 16 luglio 2007

Sarà che è un periodo difficile. Sarà che il periodo difficile dura da un po' troppo tempo. Sarà che di brutte notizie i tg sono pieni. Sarà che è troppo facile puntare il dito e fare l'elenco di quanto non è stato fatto per noi stessi, quindi io ho ragione e tu torto. Sarà che per me non è una semplice incomprensione che mi si getti merda addosso.


Sarà che la coerenza e la lealtà hanno un prezzo molto alto e sono stata educata a regolare tutti i conti in sospeso e non. Sarà che sono responsabile, sono la brava bambina a cui si può fare affidamento. Sarà che le responsabilità sono dei bei pesi e a scrollare le spalle e a fregarmene non sono capace.


Sarà che per fare carriera non ho rinunciato ad essere me stessa e a rispettare la mia dignità di persona e infatti... alla fine la carriera non l'ho fatta e le papille gustative sono tutte al loro posto.


Sarà che non voglio e non posso giustificarmi a vita perchè non sono come mi si vuole... non rispondo ai canoni correnti.


Sarà che l'intelligenza non è un optional e costa caro gestirla. 


Sarà che per me è importante ancora emozionarmi per la forma strana di una nuvola o dare una grattatina alla mia gatta che fa le fusa.


Sarà che 10 anni di matrimonio non sono una passeggiata e purtroppo si cambia. Inevitabilmente si cambia.


Sarà che ho tante cose che mi frullano per la testa e tante cose che vorrei fare e non riesco. Ma con il pensiero qualche cosa mi è riuscita di fare.


Sarà che non riesco nemmeno a scrivere quanto sia ormai un lusso avere qualcuno che ti ascolti, recepisca quello che tu gli stai dicendo e non ti chieda più di una volta qual'è il tuo vero nome senza dimenticarsene.


Sarà che alla fine io non sono niente e nessuno, ma lo sono fino in fondo perchè ho una coscienza e la uso, so cosa può far male e cerco di non farlo se non vengo attaccata prima. Sarà che la pazienza non è il mio forte e il sorriso non c'è più.


Sarà che mi lamento, lo faccio troppo spesso ultimamente, sono una privilegiata perchè ho tanto che altri non hanno e mi sento in colpa per questo.


Saranno tante cose ma la gente ottusa proprio non la sopporto più.


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-->Sarà che questo post ha un anno, fatalità scritto in luglio 2006, fatalità stesso stato d’animo di questo periodo. Sarò mica come i gamberi?


mercoledì 11 luglio 2007



Quale sarà mai la radice quadrata di un susserguirsi di brutte giornate?