martedì 12 ottobre 2010


Ecco i nomi dei militari italiani morti dal 2004 al 17 settembre scorso:

Caporal maggiore GIOVANNI BRUNO - 3 ottobre 2004

Capitano di fregata BRUNO VIANINI - 3 febbraio 2005

Caporal maggiore capo MICHELE SANFILIPPO - 11 ottobre 2005

Tenente MANUEL FIORITO e maresciallo LUCA POLSINELLI - 5 maggio 2006

Tenente colonnello CARLO LIGUORI - 2 luglio 2006

Caporal maggiore GIUSEPPE ORLANDO - 20 settembre 2006

Caporal maggiori GIORGIO LANGELLA e VINCENZO CARDELLA - 26 settembre 2006

Agente Sismi LORENZO D'AURIA - 24 settembre 2007

Maresciallo capo DANIELE PALADINI - 24 novembre 2007

Maresciallo GIOVANNI PEZZULO - 13 febbraio 2008

Caporal maggiore ALESSANDRO CAROPPO - 21 settembre 2008

Maresciallo ARNALDO FORCUCCI - 15 gennaio 2009

Caporal maggiore ALESSANDRO DI LISIO - 14 luglio

Tenente ANTONIO FORTUNATO, Sergente Maggiore ROBERTO VALENTE, Primo caporal maggiore MATTEO MUREDDU, Primo Caporal Maggiore GIANDOMENICO PISTONAMI, Primo Caporal Maggiore MASSIMILIANO RANDINO, Primo Caporal Maggiore DAVIDE RICCHIUTO - 17 settembre 2009

Caporal maggiore ROSARIO PONZIANO - 15 ottobre 2009

Agente Aise PIETRO ANTONIO COLAZZO - 26 febbraio 2010

Sergente MASSIMILIANO RAMADU' e caporalmaggiore LUIGI PASCAZIO - 17 maggio 2010

Caporal maggiore scelto FRANCESCO SAVERIO POSITANO - 23 giugno 2010

Capitano MARCO CALLEGARO - 25 luglio 2010

Primo maresciallo MAURO GIGLI e caporal maggiore capo PIERDAVIDE DE CILLIS - 28 luglio 2010

Tenente ALESSANDRO ROMANI - 17 settembre 2010
 


Caporal maggiore GIANMARCO MANCA, primo caporal maggiore FRANCESCO VANNOZZI, primo caporal maggiore SEBASTIANO VILLE, caporal maggiore MARCO PEDONE - 9 ottobre 2010

E questo è "solo" l'elenco dei militari.

giovedì 7 ottobre 2010


Ungheria, morta fauna fiume Marcali



Dopo fango tossico uscito da industria 



"Tutta la fauna del fiume Marcali è morta", lo riferito il portavoce della protezione civile, Tibor Dobson. "L'ecosistema del fiume - ha proseguito - è stato condannato a morte a causa del valore troppo alto del ph del fango rosso". L'obiettivo è ora "salvare il Danubio e il Raba". Il Marcali è il corso d'acqua più colpito dal disastro ecologico provocato dal fango tossico fuoriuscito dall'impianto di alluminio a Ajka, nell'ovest dell'Ungheria.
notizia tratta da 
www.tgcom.it
 

mercoledì 29 settembre 2010

S O S per Torino e vicinanze
Ci sono 3 gattini da adottare e la loro mamma, una bellissima micia siamese di circa un anno, molto affettuosa, che presto verrà sterilizzata. Fate girare. Contattare Loretta http://www.facebook.com/home.php?sk=lf#!/profile.php?id=1483907976 E' urgente perchè i gatti si trovano in un cortile! Grazie :)

mercoledì 22 settembre 2010

Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici.
Martin Luther King

venerdì 17 settembre 2010


 


Soccorrono rom, picchiati uomini del 118
Milano: aggressori dal campo nomadi
Alcuni operatori del 118 sono stati insultati e malmenati alla periferia nord-ovest di Milano, mentre tentavano di soccorrere quattro nomadi coinvolti in un incidente stradale. I soccorritori sono stati costretti a caricare sull'ambulanza in tutta fretta il più grave dei feriti, un 17enne. Il ragazzo è poi morto in ospedale. A prendere a schiaffi il personale del 118 un gruppo di uomini di un vicino campo nomadi.
Notizia tratta da
www.tgcom.it

mercoledì 15 settembre 2010

DONNE IN RINASCITA di Jack Folla
 

Più dei tramonti , più del volo di un uccello,
la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.

Che uno dice: è finita.

No, non è mai finita per una donna.

Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.

Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.

Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.

E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.

Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.

Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.

Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.

Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".

E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.

Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.

Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.

Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.

Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.

E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?

E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.

"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
 Se lo sono chiesto tutte.

E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle
inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?

E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.

Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.

Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.

Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.

Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.

E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.

Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.

Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi.

Ma soprattutto per noi stesse".

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.

È la primavera a novembre.

Quando meno te l'aspetti...

giovedì 2 settembre 2010

Mercy Street

Guardando giù, verso le strade vuote, tutto ciò che lei può vedere
sono i sogni fatti diventare sostanza
sono i sogni fatti diventare reali

Tutti i palazzi, tutte quelle macchine
erano una volta solo un sogno
nella mente di qualcuno

Lei si immagina il vetro rotto, si immagina l'energia (o vapore)
Immagina uno spirito
con nessuna fenditura nella cucitura

Portiamo fuori la barca
e aspettiamo fino all'oscurità
Portiamo fuori la barca
e aspettiamo fino all'oscurità

In nessun corridoio di pallido verde e grigio
In nessun sobborgo
Nella fredda luce del giorno

Là, nel suo centro così vivo e così solo
Le parole danno supporto come le ossa

Sognando la Strada della Pietà
indossa il tuo rovescio
Sognando la pietà
ancora tra le braccia di tuo padre
Sognando la Strada della Pietà
Giuro che hanno tolto l'indicazione
Sognando la pietà
tra le braccia di tuo padre

Tirando furi i foglia dai cassetti che scivolano lisci
strappando l'oscurità, parola su parola

Confessando tutti i segreti nel caldo cubicolo di velluto
al prete- lui è il dottore
Lui può gestire l'emozione violenta

Sognando la delicatezza-il tremore sulle labbra
baciando le labbra di Mary

Sognando la Strada della Pietà
indossa il tuo rovescio
Sognando la pietà
ancora tra le braccia di tuo padre
Sognando la Strada della Pietà
Giuro che hanno tolto l'indicazione
Sognando la pietà
tra le braccia di tuo padre

Pietà, pietà, ricercando la pietà
Pietà, pietà, ricercando la pietà

Anne, con suo padre è fuori in barca
solcando le acque
solcando le onde del mare

Peter Gabriel