lunedì 6 agosto 2007

... e quando saranno finiti gli incendi apriranno la caccia...

venerdì 3 agosto 2007

Giulietta zoccola
Multa di 200 euro
a cronista tifoso

Ora possiamo dirlo: chi dà della zoccola a Giulietta si becca 200 euro di multa. Ne sa qualcosa Nello Odierna, cronista sportivo salernitano, che i tifosi dell’Hellas hanno conosciuto per le sue intemperanze durante la partita Verona-Napoli del 26 maggio scorso, finita 3 a 1 per i partenopei. Dopo la terza rete dei partenopei, lo ricorderete, il cronista-tifoso di Telecaprisport si rivolse ai supporter veronesi urlando nel microfono «adesso possiamo dirlo: Giulietta è una zoccola».
Apriti cielo. L’offesa non passò inosservata e i tifosi gialloblù risposero a distanza alla provocazione. Sugli spalti scoppiò il parapiglia e le forze dell’ordine dovettero intervenire. Le riprese delle telecamere piazzate sulle gradinate del Bentegodi scagionarono i supporter gialloblù: si erano limitati a risponder verbalmente all’offesa del giornalista.
Che nei giorni scorsi - come riferisce il quotidiano di Salerno, la Città - si è visto recapitare da Verona una raccomandata, contenente una multa da 200 euro. Somma dovuta, riferisce il cronista campano, «per aver violato l’articolo 9 del regolamento d’uso dello stadio Bentegodi, il quale vieta qualsiasi forma di discriminazione razziale». «Sono rimasto sorpreso, ma pagherò», ha commentato Odierna, «però queste cose non fanno bene alla lotta contro la violenza e il razzismo nel calcio, se si considera che nessun veronese è stato punito per l’accoglienza che ci hanno fatto».
Su L’Arena del 03/08/2007


Da che pulpito...

mercoledì 1 agosto 2007

Sequestro bimbo, nomade scarcerata
Palermo, il giudice non convalida il fermo

Il giudice di Palermo Maria Elena Gamberini non ha convalidato il fermo di Maria Feraru, la nomade di 45 anni accusata di avere tentato di rapire, sabato scorso, un bambino di tre anni in un lido balneare della costa palermitana. Il provvedimento era stato disposto dai carabinieri della Compagnia di Carini. Il magistrato ha disposto la scarcerazione immediata della donna.
Il pubblico ministero aveva chiesto la convalida del fermo ma anche la scarcerazione della donna, non ritenendo necessario applicarle alcuna misura cautelare. Ad accusare la rom, in particolare, è stata la testimonianza di una donna che ha inizialmente raccontato ai carabinieri di avere visto la nomade cercare di nascondere il bambino sotto le sue vesti e avvicinarsi all'uscita del lido.
Secondo indiscrezioni, però, la testimone avrebbe successivamente cambiato la versione data agli investigatori, dicendo di essersi spaventata vedendo la romena vicino al bambino e di averlo perciò afferrato e portato via.



Se mi si chiede se sono intollerante la risposta è si. Se ho paura la risposta è si. Razzista? Non mi ci riconosco. Mi riconosco in regole, ferree, severe e applicate. Grazie mi sento molto tutelata in questo paese, paese che non riconosco più da tanto, troppo tempo.

lunedì 30 luglio 2007

Caro Puzzone Sfigato, ho cinque consigli da darti:


fatti un giretto in lavatrice con doppio detersivo e disinfestante.
Ricordati che 
il rispetto dell'altrui persona non l'hai innato e non lo imparerai mai, ma magari galleggeresti con fare meno da stronzo se ti "sforzassi" ripetutamente di fare la persona di larghe vedute. Ahhh a proposito mettiti dei plantari perchè con tutti quei giretti e giravolte alla sera devi avere i piedi gonfi. Ti ha mai detto nessuno che puoi digitare senza fare tutto quel casino? Vedrai che i numeri e le lettere appariranno lo stesso sul monitor come per magia.
 


Potrei continuare ancora, spiegandoti che anche le donne sono esseri viventi, con dei desideri e delle necessità e che l'arricchimento tra persone avviene anche a mezzo di affinità e complicità. NO non sto parlando di arricchimento di "denaro"... con te è tutto tempo sprecato e poi vedo che non sottolinei e non evidenzi niente mentre leggi e non usi il righello... quindi vuol dire che non stai elaborando nulla di quello che stai inserendo nella tua massa cerebrale. Ah per ultimo... ricordati che quello che non vedi con il cuore non potrai mai vederlo con nessuna altra parte anatomica del tuo povero sfigato corpo "umano" perchè l'essenziale è visibile solo al cuore.


firmato: Clio - Filosofa Contemporanea

mercoledì 25 luglio 2007

Alcune perle di Ascella e di OrarioElastico che ho raccolto negli anni:


Ascella ad un certo punto fa: "voglio comprare un gabibbo e metterlo in giardino, sai che bello sotto d'estate?"
io lo guardo e gli faccio: "forse intendevi il gazebo"
e lui: "si quella roba lì".


Ascella è rientrato dalle ferie, ci ha detto di essere stato anche a Roma. E' una bella città, ha detto, e ha visitato la cupola e ha visto i rinfreschi.


Orario Elastico è al telefono con il corriere, deve spedire un pacco, come da prassi gli chiedono il peso e le misure… butta lì un po’ di numeri… è in difficoltà….
Passano i minuti. Lo spedizioniere chiede delucidazioni e lui risponde: “è un quadrato un po’ lungo”…
io gli faccio: “cioè un rettangolo?”.



La settimana scorsa un nostro collega ha subìto un'appendicectomia urgente.
Stamane Orario Elastico mi ha chiesto: “si scrive PENDICITE o APPENDICITE?”.


Ascella al telefono: "sono ingroppato ho troppe cose da fare finisco tutte le sere alle nove, ieri sera sono andato a casa alle sette" (finisci alle nove e vai a casa alle sette?) "ho preso le gocce ieri sera, rilassanti, perchè sono eccentrico".



Ascella rispondendo ai revisori: “l’inglese lo sapevo me lo sono dimenticato”



La stagista rivolta ad Ascella: "ma al coordinatore devo fare anche queste fotocopie?"


Ascella: "si forse è meglio che gliele facci".



 



 




lunedì 23 luglio 2007

Il baby magistrato
 

La sua terra natìa, Montenero di Bisaccia, vanta tra le più alte percentuali italiane di pensioni d’invalidità: Antonio Di Pietro, invece, si è accontentato di andare in pensione a 45 anni. «Era la legge di allora, non potevi certo rifiutare» ha detto a Marco Galluzzo del Corriere della Sera. Sta di fatto che Di Pietro è andato in pensione dopo solo 12 anni di magistratura, e parliamo di una categoria che già ha fama di lavorar poco e vanta la quantità di ferie più corposa del Paese. Nel caso di Di Pietro, poi, c’è un particolare che a suo tempo non notò nessuno: il 28 novembre 1994, solo otto giorni prima di annunciare le dimissioni da magistrato, Di Pietro ottenne la nomina a magistrato d’Appello. I giornali pubblicarono stralci dell’adulatorio decreto di nomina, ma nessuno rilevò che lo scatto di anzianità (chiesto da un Di Pietro che aveva già programmato le dimissioni) serviva perlopiù a elevare la soglia della pensione. E oggi Di Pietro rilascia interviste sulle pensioni e sui lavori usuranti. In Francia e in Germania i minatori e gli operai vanno in pensione come e quando gli altri: «E a me cosa importa?», ha risposto lui, «Questa cosa che l'Italia non possa fare da apripista mi sembra demenziale».

Filippo Facci su Il Giornale della settimana scorsa (non ricordo il giorno esatto....)