martedì 1 agosto 2006

P.S.
"A tutti i cittadini del Libano a sud del fiume Litani a causa delle attivita' terroristiche condotte  contro lo Stato di Israele dall'interno dei vostri villaggi e delle vostre case, l'IDF e' costretto a rispondere immediatamente a queste attivita', anche dentro i vostri villaggi. Per la vostra sicurezza! Noi vi chiediamo di evacuare i vostri villaggi e di spostarvi a nord del fiume Litani".   
Questo e' il messaggio che Zahal ha fatto piovere in milioni di copie sui libanesi dal primissimo giorno di guerra.

Questo e' il messaggio che abbiamo visto, in diretta TV, raccogliere, strappare con disprezzo e gettare per terra  dopo averlo letto.

Questo e' il messaggio che avrebbe potuto salvare molte vite di libanesi tenuti in ostaggio dai terroristi hezbollah.

La tragedia di Kfar Kana e' accaduta al terzo giorno dei bombardamenti di Israele contro le postazioni hezbollah  e i  loro armamenti, postazioni dentro le case dei civili, dalle quali sono stati lanciati in Israele 150 missili.

Per tre giorni Israele ha continuato a invitare la popolazione della cittadina ad andarsene.Tra mezzanotte e l'una di ieri  Israele ha bombardato le batterie di missili  hezbolah nascoste dentro le case che dovevano essere completamente vuote di civili.

L'edificio pero' e' crollato soltanto alle 7.30 della mattina, dunque ben  7 ore dopo il bombardamento,  imprigionando sotto le macerie piu' di 50 persone tra cui molti bambini.

Come mai? 

Come mai in quel edificio che era covo di hezbollah e  "posteggio" dei loro camion pieni di missili  e di esplosivo si trovavano ancora dei civili?

Perche' nessuno li aveva fatti allontanare?

Chi li aveva trattenuti la' anche dopo i bombardamenti quando la casa era ancora intatta?
(Deborah Fait).



La vile tattica terrorista di hezbolla
Per capire cosa era la pace che regnava sovrana in Libano (che ha reso possibile il riarmo di Hezbollah) si dovrebbe vedere il video di un lanciatore di missili hezbollah, ripreso dal Corriere della Sera. Si vede un camion che lancia il Katyuscia e si rifugia subito nel garage di un palazzo civile, poi colpito.
Vigliaccheria del terrorismo. Cercare alla voce video (pag. 2) il filmato
Lanciatore hezbollah. 

 



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lunedì 31 luglio 2006

Anche questi soggetti usufruiranno dell’indulto. Grazie mi sento molto tutelata in questo paese.


Io sto con Abele. Clio


 


La storia
"Mio figlio, ormai solo biologico - racconta la donna - ha oggi 47 anni e delinque da circa 30: entra ed esce dal carcere. Si &egrave; macchiato di gravi reati, comprese rapine a mano armata, si e' finto malato terminale per realizzare alcune truffe. La famiglia lo ha seguito fino al 1993, sempre lungo gli itinerari previsti dalla legge: il Sert, i centri di recupero, le comunità. Tutto inutile. Gli &egrave; stata data l' ultima chance. Anche questa inutile. Da allora le violenze di mio figlio contro di me sono aumentate, sempre finalizzate ad ottenere soldi per comprare la droga. In oltre un decennio di terrore, ha devastato piu' volte la casa, mi ha picchiata, mi ha umiliata. Ed io sono caduta in uno stato di depressione severa".

"Torner&agrave; a torturarmi"
Nel 2003 - continua - "mio figlio e' stato arrestato dalla polizia mentre tornava a casa armato di un coltello a serramanico con il quale, probabilmente, aveva intenzione di scagliarsi contro di me. Al momento della cattura ha anche ferito un agente. E' stato processato, condannato e - da quanto ho saputo da un funzionario di polizia - durante la detenzione &egrave; anche evaso da un ospedale nel quale era stato ricoverato". Ciononostante l' uomo - racconta la madre - ha ottenuto alcuni mesi fa gli arresti domiciliari in una comunita'. Ora, in conseguenza dell' indulto, tornera' libero. "Torner&agrave;  a fare rapine, a picchiarmi, a torturarmi - dice la donna - a devastare la casa giorno e notte, pronto anche ad uccidermi". Di fronte a questa prospettiva, la madre, disperata, invoca l'intervento del ministro affinché un "atto di buonismo verso i rei qual è l' indulto" non diventi "un atto di ingiustizia verso i cittadini per bene".

La richiesta
"Signor Mastella mi riceva. Vorrei chiederle se mi accoglierà a casa sua; o se mi darà un alloggio protetto; o se mi assegnerà una scorta per difendermi dal mio figlio biologico. In alternativa, se è possibile che io sia arrestata e rinchiusa in un carcere invivibile, il peggior carcere, ma pur sempre piu' sicuro della mia casa. Se tutto questo non sarà possibile, signor Ministro, io ho giàdeciso: mi togliero' la vita. Vorro' farlo io  per impedire che lo faccia mio figlio: non voglio vedere i suoi occhi mentre mi uccide"

mercoledì 26 luglio 2006

Aspettando il mio turno


Siamo tutti in fila, tutti con il numerino, si aspetta rispettosamente il proprio turno.
Davanti a me una signora di una certa età, più sui 70 che sui 60. Mi accorgo che si è messa la maglia al contrario, l'etichetta sul collo è lì in bella vista. Mi ha fatto tenerezza. Era curata, vestita con cura, scarpe linde, smalto sulle unghie, capelli in ordine... solo quella piccola sbavatura, quell'etichetta in bella vista lì sotto la nuca, sul collo... solo noi potevamo vederla... lei no. L'unico difetto visibile in quella signora in quel momento.
Ognuno ha la propria etichetta, nascosta o in bella vista.  Sta a noi cercare di nasconderla o di accettare che qualche volta non sia sotto il nostro controllo.


Non si può controllare tutto. Siamo circondati da regole e da caos. Lo stesso per tutto quello che teniamo nascosto o sotto controllo dentro di noi.

martedì 25 luglio 2006

Driin Driin


Pronto? Parlo con casa Mahmud?


Esteri 24 lug 09:32&nbsp; Medio Oriente: esercito Israele telefona a casa prima di bombardamento TEL AVIV - L'esercito israeliano ha telefonato in un'abitazione civile a Sheikh Radwan, Gaza, per avvertire del successivo bombardamento. Secondo l'esercito, miliziani palestinesi avevano nascosto nella casa razzi Qassam. Lo riferisce il quotidiano Haaretz. Il giornale ha appreso che gli inquilini della casa hanno avuto pochi minuti di tempo per mettersi in salvo. Subito dopo l'edificio e' stato colpito. (Agr)


Ma dove lo trovi un esercito così?

venerdì 21 luglio 2006


"E&rsquo; possibile che Israele decida di regolare i conti non tanto con i kamikaze o con i guerriglieri che lanciano i katiusha, bensì con i burattinai dei terroristi che pianificano la distruzione dello Stato ebraico. Trattandosi di una partita in cui non avrebbe l’opzione della rivincita, Israele è costretta a difendere la sua esistenza sino in fondo. Se l’Italia ha veramente a cuore la causa della pace in Medio Oriente, il diritto dei palestinesi a uno Stato indipendente e l’interesse dei libanesi alle sovranità e dignità nazionali, deve restare a fianco di Israele e svolgere sino in fondo il suo ruolo nella guerra al terrorismo internazionale."
Magdi Allam - Vicedirettore Corriere della Sera

martedì 18 luglio 2006

Per provare a vivere un po' meglio hai bisogno di qualche sinonimo:



  • approssimazione = relax, liberazione dalla schiavitù della perfezione

  • subisco = delego un po' di rogne, che se le gratti qualcun altro

  • incazzata = guardo con signorile distacco i castelli di merda che stanno facendo e aspetto che vengano giù

  • espatriare = c'è sempre un posto dentro di te dove i proprietari non affittano ai cafoni

  • ferie = andare a mangiare la pizza con gli amici lasciando a casa l'orologio.


Ricevo da un carissimo amico e copioincollo, prendo atto, ma non prometto di riuscire nell'impresa.


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lunedì 17 luglio 2006

Vita d'ufficio




Cel'hosolo io segue a ruota OrarioElastico e il Kraphen, ciabattando in corridoio, aspetta un minuto o due e poi li segue al caffè, lo ha fatto tutta la settimana scorsa e OrarioE  si  è&nbsp; lamentato di ciò con me.

 

Personalmente non sopporto le persone che si attaccano come delle cozze a chi, abitualmente, snobbano quando hanno con chi andare al caffe'.

 

Mi ricorda la Excollega che mi cercava quando la Nana era in ferie. Ovviamente io davo il due di picchie. (sono celebre per la mia diplomazia)

 

Meglio soli che male accompagnati. Secondo me sarebbe d'accordo anche Confucio, che si sa, era un gran saggio.