venerdì 9 giugno 2006

Bentornato al titolo e al musetto del gatto nel mio blog. Grazie a Maurizio!


Addio alla persona che scrive tante belle parole sul crescere, maturare, cambiare, guarire e che poi per uno scazzo, o per un momento di stress o di incomprensione butta via tre anni di parole e di intimità, anche se scritte, anche se discontinue ma sempre presenti.


Dietro le parole ci sono le persone.

Non è detto che chi non scrive di dolori fisici, di ospedali, di dolori o di lutti ne sia esente. E’ questione di maturità non di moralismo.
E’ questione di essere adulti come età anagrafica e comportarsi di conseguenza.


E’ nelle intemperie che si vede di che stoffa è fatta una persona.

mercoledì 7 giugno 2006

L’altra sera ho rivisto il film "Se scappi ti sposo" con la collaudata coppia: Julia Roberts e Richard Gere.
Verso la fine del film... Gere sta attraversando una strana a New York e per una manciata di secondi si intravedono sullo sfondo le twin tower...
Solitamente quando guardo un film ambientato a New York ante 2001 mi concentro a cercarle tra le automobili, tra le vie, sullo sfondo dei personaggi, nel profilo dello skyline... tra una inquadratura e l'altra... pronta perché in attesa, quasi fossi lì a dirmi tanto sono preparata, lo so.
L’altra sera invece no, ero spaparanzata sulla poltrona, assorbita dal film, film leggero che mi ha fatto dimenticare la brutta giornata trascorsa e gli impegni del giorno a venire... e lui, Gere, che attraversa la strada e quella veloce “comparsata” delle twin tower che hanno fatto da cornice tante volte, in tante scene, ieri mi hanno spiazzata... forse non le avevo notate precedentemente e sono stata travolta da tutto quello che rappresentavano e che rappresentano oggi. 


Sono rimpiombata in quella giornata di fumo e di odori, di respiri affannati e pianti. Ho rivisto gli occhi che lacrimavano, i pompieri sporchi e disperati, l’incredulità degli americani, i poliziotti impegnati ad affrontare qualcosa di più grande di loro. L’addestramento li poteva preparare a qualcosa per cui nemmeno il mondo era pronto?
Ed è riaffiorato il ricordo di giugno 2000, le foto sulla terrazza sud, ammirando la città dall’alto, le voci di tanti turisti, lingue conosciute e sconosciute, profili di persone, di palazzi, di battelli… la visuale a correre fino alla statua della libertà. Alle risa, alla gioia, al clacson dei taxi, al rumore inevitabile della città che fin lassù non arrivava. Il cuore di New York.
Devo ancora tornarci…

martedì 6 giugno 2006

Un anno oggi. Più o meno a quest'ora. L'inziezione, il taglio e una cicatrice nuova a testimoniare il fatto. Piano piano sbiadisce, lei, la cicatrice, diventa meno rosa... si uniforma alla pelle... come facciamo noi con il tempo.

lunedì 5 giugno 2006

Ho letto il libro, quando ancora non era di moda farlo.
Non ho ancora visto il film
Ma si anch'io dico la mia su Il Codice da Vinci:


In fondo la fede è credere in ciò che non si può dimostrare...
Se si crede in qualcosa di positivo che migliora la vita e rispetta la vita e la dignità di uomini/donne e animali a me va bene.


Sono per la libertà di credo, senza imposizioni di nessun tipo. Quindi ci deve essere anche la libertà di stampa,  come sono libero di comprare un libro o no, di andare al cinema o no. Ma non posso, e non devo, limitare la libertà di un altro essere vivente.

giovedì 1 giugno 2006

(ANSA) - ROMA, 31 MAG - Dopo aver spento la sigaretta, il fumatore continua per almeno due/tre minuti a inquinare l'aria, emettendo polveri sottili con il respiro.
Lo svela uno studio presentato dai ricercatori dell'Istituto dei Tumori (INT) di Milano . Un sofisticato analizzatore di particelle di aerosol ha permesso di misurare, secondo per secondo, le concentrazioni di particolato (particelle minuscole) espirate da una persona ed ha verificato che un fumatore emette poveri sottile nei minuti successivi al fumare.





Spesso vedo genitori, con bimbi presenti, fumare tranquillamente in macchina con i finestrini chiusi, senza allacciare quest'ultimi con le sicure.



E questi vogliono bene ai loro figli?

Neanche un po'.





Quando vedo una donna incinta che fuma la prenderei a schiaffi. 

Sono stufa, sono stufa di incomprensioni, sono stufa di parole che bisogna spiegare, ogni volta. Le parole hanno un significato non c’è bisogno di spiegarle. Sono stufa di chiusure alla prima crepa, al primo dosso, al primo ostacolo. Sono stufa di chi prende tanto, vuole sapere da te… la tua storia la tua vita… gli errori, le gioie… beve beve e quando si è dissetato: tanti saluti.
Sono stufa.
Arcistufa… e pensare che credevo di essere selettiva io.


Non basta avere grandi qualità; bisogna saperle amministrare.
F. de la Rochefoucauld