Pelliccia non vuol dire bella vita,
ma brutta morte.
Omnia Munda Mundis: tutto è pulito per le persone pulite. E' incredibile come l'uomo non riesca a capire che uccidendo le bellezze della natura muore anche l'animo umano.
venerdì 2 settembre 2005
giovedì 1 settembre 2005
mercoledì 31 agosto 2005
Già da tempo volevo scrivere qualcosa in merito. Sono stufa, strastufa, arcistufa di vedere bambini saltellare nelle auto, seduti davanti e sempre senza cintura. Cos'è fate i figli poi non è più problema vostro educarli? Preservare la loro vita? Tutelarli ed insegnare educazione civica??? Ricordo che le cinture sono obbligatore dal 1991 davanti, e dal 1994 per chi siede dietro. ll massimo è quando vedo il bimbo in braccio alla madre seduta accanto al guidatore dell'auto... questo ovunque, autostrada compresa.
Figlia morta in schianto: condannato
Era senza cintura, colpa del padre
E' stata colpa del padre se in un incidente stradale la figlia morì perché era a bordo dell'auto senza cintura di sicurezza. Lo ha stabilito
la Cassazione che ha condannato il genitore, reo di aver causato lo scontro nel quale perse la vita la piccola, che viaggiava tra i sedili anteriori di mamma e papà, e di non averla adeguatamente protetta. Il reato contestatogli è quello di omicidio colposo.
L'episodio risale ormai a 12 anni fa, quando l'auto sulla quale viaggiava la famigliola rimase coinvolta in un terribile tamponamento. La piccola venne sbalzata fuori dalla vettura. Inutile la corsa in ospedale. I genitori si salvano, la figlia purtroppo non ce la fa. Ora la giustizia ha fatto, anche se lentamente, il suo corso. A.Q., alla guida dell'auto, è stato condannato per omicidio colposo perché provocò l'incidente e non protesse l'incolumità della piccola.
Si tratta di una sentenza che potrebbe fare scuola visto che finora non era mai stata sancita la responsabilità dei genitori in incidenti in cui hanno perso la vita i propri figli, spesso sprovvisti di seggiolino o di cinture di sicurezza ben allacciate. I numeri, d'altronde, parlano chiaro. Nel 2003, nei primi sei mesi dall'entrata in vigore della patente a punti, 133 giovani fino a 14 anni hanno perso la vita sulla strada. La maggior parte di loro è deceduta in incidenti automobilistici: 62 di cui 24 sotto i cinque anni. "Spesso i bambini sono vittime della superficialità dei genitori", ha detto Giordano Biserni dell'Associazione sostenitori della Polstrada.
La decisione della Cassazione, insomma, potrebbe dare una svolta a questo tragico bilancio, richiamando i genitori alle loro responsabilità. Anche in auto. Certo la condanna di questo padre aggiunge dolore al dolore. notizia tratta da tgcom
martedì 30 agosto 2005
domenica 28 agosto 2005
venerdì 26 agosto 2005
mercoledì 24 agosto 2005
Della serie: piangersi addosso. Mi ha molto urtato leggere questo suo “sfogo” a cui i media danno anche eco. Facile nel nostro paese fare la parte della vittima. Ne faccio un piccolo post perché, sono sincera, a me lei non è mai piaciuta e con questa ultima sortita non fa che confermare quello che penso di lei. Non è mai piaciuta perché quando parlava della parte nel film di “james bond” sembrava che facesse chissà che cosa, si atteggiava eccetera e la facevano fuori appena iniziato il film. Cucinotta: “io vittima del razzismo”
Non ti puoi atteggiare se non hai la stoffa. Parla male, ha una voce né bella né particolare, ride come una foca, ha sempre la stessa espressione con la differenza dei capelli ricci o lisci. Se volesse provarci sul serio studierebbe, si applicherebbe dimostrerebbe che ha del talento. No più facile fare la piagnona. Gridare allo scandalo in questo paese così cattivo con i meridionali. Ci sono molte attrici famose si in Italia che all’estero e sono meridionali come lei, tettone come lei e lavorano. Come mai lei no? Forse le manca l’umiltà e poi magari riconoscere i difetti che la danneggiano e applicarsi per migliorare? Qualche tempo fa ho visto una trasmissione che faceva vedere i provini dei vip’sss e, purtroppo per lei, da allora sarà anche migliorata esteticamente (questione di gusti) ma la dizione… no comment!!! Perfino
la Marini è migliorata in confronto.
Non arrabbiarti Cucinotta, le critiche portano a domandarsi se c’è qualcosa che non va e a tirarsi su le maniche. Quanta pubblicità le arriverà con questo metodo? Fatalità questa intervista alla vigilia della mostra di Venezia dove lei ha prodotto un film.
L'attrice si sfoga su Vanity Fair
"Dopo il successo del Postino, non mi chiamava più nessuno". La bella attrice scoperta da Troisi vuota il sacco su "Vanity Fair" e si toglie qualche sassolino nella scarpa parlando delle traversie attraversate nei primi anni di carriera. "Ero terrona, tettona e non avevo studiato recitazione", dice
la Cucinotta che sarà presente a Venezia nelle vesti di produttrice del film "All the Invisible Chidren".
Perché dopo "Il Postino" se ne andò in America, chiede il settimanale. "Perchè in Italia non mi facevano lavorare - afferma Maria Grazia - Tornata dall'Oscar, pensavo che sarei stata sommersa dalle proposte. Invece niente, non mi chiamava nessuno". L'attrice 37enne, sposata con l'imprenditore Giulio Violati e mamma di una bimba di quattro anni, sottolinea il "razzismo" del quale sarebbe stata vittima: "Appena aprivo bocca - dice - mi facevano il verso per l'accento, dicevano che ero stata miracolata da Troisi. Invece io avevo fatto la mia gavetta, anche se venivo dalla televisione".
Un riferimento anche a Sophia Loren, cui molti la paragonavano a inizio carriera: "Erano altri tempi - afferma
la Cucinotta - e, soprattutto, lei aveva un produttore alle spalle (il marito Carlo Ponti, ndr) che l'ha saputa costruire come un personaggio. Io non ho mai frequentato i giri del cinema, né registi, né produttori". Nell'intervista a "Vanity Fair" l'attrice si lascia andare anche a qualche riferimento alla sua vita sentimentale: "Io sono una passionale: se mi dovessi innamorare di un altro, non mi fermerebbe nulla. Mio marito è della stessa opinione. Siamo sposati da 10 anni, con un accordo: nel momento in cui il nostro cuore batterà per un altro, chiuderemo. Io piangerò o lui piangerà, pazienza. Ma non vivremo nell'ipocrisia".
Prossimo impegno professionale per Maria Grazia sarà al Lido di Venezia dove presenterà fuori concorso "All the Invisible Chidren", il film che ha appena prodotto, composto da sette episodi, tutte storie di bambini, firmati da registi di fama mondiale: Emir Kusturica, Spike Lee, Ridley Scott, John Woo, Kàtia Lund, Mehdi Charef e l'italiano Stefano Veneruso.