Sabato sera. Interno cena in taverna con amici. Siamo in dieci. La sottoscritta è l'unica vegetariana. I padroni di casa ne sono informati. Suoniamo il campanello, entriamo... appena varcata la soglia le mie narici captano un forte odore di cibo, è un odore che conosco bene. Ci togliamo giacche e cappotti (fa ancora molto freddo la sera... anche se tutti si ostinano a dire che è l'umidità) scendiamo in taverna. Tutti/e si avvicinano al fornello... "hummm che profumino cosa c'è per cena?" la padrona di casa tutta fiera fa "coniglio con la polenta, anzi due grossi conigli" tutti fanno gridolini di gioia una si informa come l'ha preparato... ad un certo punto la padrona di casa elenca, tra gli ingredienti, l'aglio (io sono allergica all'aglio) tutta preoccupata si gira verso di me e fa: "tu non puoi mangiarlo c'è l'aglio" io di rimando lo so, la padrona di casa fa "ma lei non lo mangia il coniglio" e la seconda: "perchè?" perchè non mangio carne faccio io... e lei perchè? Nota bene la conosco da piu' di 10 anni e ancora fa così ogni volta. Comincio a sentirmi irritata e delusa. Mi sento frustrata perchè ogni volta devo spiegare sotto un interminabile interrogatorio cosa mangio e cosa non mangio e poi vogliono sapere il perchè. Insomma devo spiegare perchè non voglio mangiare il capriolo, il cervo, il coniglio, il bisonte, il vitello, il coniglio eccetera. "Ma gli insaccati li mangi?" No. No. No. No non uccido nemmeno le mosche, si sono da curare. Gasp... ma checccavolo!!! Gli uomini abbandonano subito l'osso non sono interessati su cosa mangio o non mangio. grazie! Le donne no, non mollano l'osso... anzi infieriscono. Io mi mangio verdurine e formaggio e sono contenta lo stesso, sono qui per la compagnia. Niente da fare. La seconda insiste e prosegue, cerco disperatamente di cambiare discorso ma niente. Alchè rispondo che forse non mangio carne perchè da piccola abitavo vicino ad un macello ma neanche questo le intacca minimamente. La padrona di casa è abbastanza tollerante sta lasciando correre ma la seconda no. Comincia a raccontare che lei non si fida a comprare coniglio dal macellaio e di rimando l'altra fa: "ah guarda io ho degli amici, basta che chiedo, questi li hanno uccisi ieri e li hanno lasciati attaccati via tutta la notte così la carne....." io già con la testa sono altrove. Ho dodici anni e sto correndo con le erbette in mano come ogni sabato verso le gabbie, i conigli mi vengono incontro... ma non c'è il mio... si quello nero buffo, con la macchietta bianca sulla fronte... lo cerco con gli occhi ma non c'è... se ci fosse sarebbe già vicino a me e mi guarderebbe con i suoi occhioni teneri... non c'è. Più tardi scoprirò che fine ha fatto. Le due donne continuano a parlare di come si cucinano i vari animali... e io penso ai vitellini, quelli che sentivo gridare disperatamente mentre li dividevano dalle madri, le urla e le zampe che sbattevano sui camion, gli occhi impazziti mentre si avviavano verso il macello, i rumori i suoni. Li ho ancora tutti nella mia testa. I camion che incontro per strada con gabbie dove tacchini e altri esseri viventi sono costretti con ali che escono, zampe di traverso, sotto il sole o con 10 gradi sotto zero viaggiano così. Maiali, vacche, puledri, quanti se ne incrociano. Non viene risparmiato nulla di quanto crudele c'è nel terminare una vita. Il trasporto, il male fisico, i maltrattamenti, la sofferenza. La seconda ricomincia a fare battute a sorridere, perfino ridere. Io vorrei dirle che non accetto lezioni da nessuno, soprattutto da lei. Nella testa mi attraversa velocemente una cattiveria, penso che lei è decisamente in sovrappeso dovrebbe essere contenta che non lo mangio, ne avrà di più nel suo piatto. Mi vengono in mente tante cose... fra le altre che se avessi doti di oratoria magari mi spiegherei meglio e non mi stresserebbero così ogni volta, mi dico che devo trovare una risposta, la devo trovare che faccia tacere gli altri, che mi lascino in pace. Perchè quando credi in qualcosa ci deve essere sempre qualcuno pronto a demolire tutto, a demolirti. A uniformarti al suo modo di vivere. Vivi e lascia vivere.
Omnia Munda Mundis: tutto è pulito per le persone pulite. E' incredibile come l'uomo non riesca a capire che uccidendo le bellezze della natura muore anche l'animo umano.
domenica 10 aprile 2005
venerdì 8 aprile 2005
La Cina e la morte del Papa
Su Voto en blanco: La Cina e la morte del papa (uno dei pochissimi paesi non presenti oggi a San Pietro, la motivazione è che si tratta di una dittatura: diecimila condanne a morte nel solo 2004, di cui non si parla. LINK
tratto da www.leguerrecivili.splinder.com
giovedì 7 aprile 2005
Polemiche. A proposito delle diverse “etichette” che accompagnano chi abbandona la propria Patria Sabato 19 marzo leggevo l’articolo di Smiderle sulla prima pagina del suo giornale, e mi sono meravigliato di come un articolo così ben scritto possa, se privo di alcuni dettagli e non correttamente calato nel giusto contesto, rivelarsi una indecorosa e faziosa propaganda. Nella fattispecie è palesato come l’invereconda abitudine all’uso di due pesi e due misure sia diventata in Italia lo sport nazionale. Per chi è interessato all'articolo lo trova postato il 24 marzo 2005.
«Gli esuli da Cuba e dall’Italia»
Il soggetto cubano citato nell’articolo è per sua stessa ammissione un pregiudicato, il giornalista medesimo ci informa che le Autorità italiane hanno avuto parecchie perplessità prima di concedere l’asilo. Per quanto ne sappiam o noi potrebbe essere la vittima di un errore giudiziario o un teppistello o un serial killer, però, per definizione, secondo la stampa italiana i rifugiati di Paesi che siano con noi non allineati sono per presunzione morale degli intellettuali perseguitati da salvaguardare mentre, guardacaso, i nostri rifugiati all’estero sono (senza fare dell’apologia) delle pecore nere da perseguire e perseguitate anche dopo la concessione dello status oppure dopo la prescrizione dei reati.
Credo che il fondo si tocchi quando Smiderle sbeffeggia e dileggia gli indubbi risultati di progresso di un intero popolo che, a prescindere dal tipo di Governo (per la cronaca il presidente è stato rieletto nel 2003 in regolari elezioni congressuali) si barcamena ogni giorno in condizioni di ristrettezza ma di incrollabile dignità. Concludo la mia critica dettata solo dall’amore per la deontologia in generale proponendole un paradosso: se un reduce dal G8 di Genova rilasciasse un? 46;untervista al giornale dell’Avana, nel quale "oggettivamente" descrivesse l’Italia come una dittatura dove teppisti e pacifici manifestanti vengono rinchiusi indistintamente senza processo e manganellati a sangue, sarebbe orgoglioso della figura che ci faremmo?
Potrebbero gli stranieri dileggiare il nostro "Paradiso della democrazia" sapendo che indubbiamente da noi si può diventare leader in violazione di una legge della Repubblica e che si può finire indagati ed umiliati senza il sicuro rispetto dei codici di procedura penale? Alle persone obiettive che guardano al trave nel proprio occhio, prima che la pagliuzza nell’occhio altrui; l’ardua sentenza.
Rinaldo Piccarri
Risponde Marino Smiderle
È vero, c’è l’abitudine di usare due pesi e due misure. Per il fatto che Cuba è una dittatura e l’Italia, per restare al paragone che fa lei, una democrazia.
«Il soggetto cubano citato nell’articolo » è, come lo definisce lei, un pregiudicato perché ha osato criticare il partito comunista di Castro; «i nostri rifugiati all’estero», come li definisce lei, hanno ammazzato delle persone o le hanno fatte ammazzare (vedi Battisti, Casimirri e compagnia sparante).
Sarà una pagliuzza, ma mi pare una differenza non di poco conto.
Ognuno è libero di pesarla e di misurarla come meglio crede.
mercoledì 6 aprile 2005
martedì 5 aprile 2005
Cina blocca siti Internet del Papa
Vietate le commemorazioni ufficiali
Malgrado i messaggi prima di preoccupazione per la salute del Papa e poi quelli dicordoglio per la sua morte, in Cina proseguono le discriminazioni contro i cattolici. Le autorità di Pechino hanno infatti bloccato i siti internet che parlano del Papa, costringendo la Chiesa cattolica ad essere clandestina, ricordando il Pontefice in privato.
La chiesa cattolica patriottica cinese, controllata dal partito comunista, ha celebrato infatti messe in commemorazione di Giovanni Paolo II, proprio mentre il governo faceva bloccare sui siti Internet interventi sul Papa. I fedeli si sono riuniti nella chiesa oppure lo hanno ricordato in privato, riunendosi nelle case dei sacerdoti. da www.tgcom.it
domenica 3 aprile 2005
venerdì 1 aprile 2005
Prodi attacca Mediaset. Trova da dire ai bilanci della nostra azienda, al modo in cui viene gestita. Che, fatte le debite proporzioni, è un po’ come se Pavarotti trovasse da dire al modo in cui viene gestita la siluette di miss Italia.
In effetti di aziende l’ex presidente dell’Iri ne ha gestite molte nella sua carriera.
Per esempio gestiva l’Alfa Romeo: un giorno decise che era meglio venderla alla Fiat anziché alla Ford. Risultato: lo Stato incassò 3mila miliardi in meno e l’Alfa Romeo è stata rottamata.
Poi gestiva anche l’intera industria alimentare italiana, ma chissà perché si era fissato che voleva regalarla a De Benedetti. Fu fermato. E allora la svendette a pezzi, anni dopo, in un modo così pasticciato che persino “Repubblica” scrisse: Prodi segue una via balorda e dimentica le leggi.
Quando ha gestito Cirio, alla fine i più pelati sono stati gli italiani. Quando ha venduto Italgel alla Nestlè, bruciò 100 miliardi in 15 giorni. Quando ha ceduto il Banco di Santo Spirito ha fatto arrabbiare i piccoli azionisti. Quando ha cercato di creare il polo nazionale delle telecomunicazioni Telit è stato un fiasco.
Quando ha gestito Nomisma è riuscito a produrre studi importanti dove si diceva, al modico prezzo di 5500 lire a parola, che il beneficio dell’alta velocità è la velocità o che “l’anno è diviso in quattro diverse stagioni”. Complimenti.
Da uno con questa esperienza di gestione delle aziende bisogna fare attenzione. Perché ha ragione il professor Prodi a dire che lui può parlare, oltre che da politico, anche da economista e da ex manager. Ma poi dimentica che da economista ed ex manager, forse, farebbe meglio a tacere.
Mario Giordano risponde al professore