venerdì 12 novembre 2004

Non voglio che il nostro triste anniversario venga sporcato dalla morte-celebrazione di un terrorista.

mercoledì 10 novembre 2004

Gossip
stamane alla radio hanno comunicato che: dopo Ricciarelli-Baudo e Ventura-Bettarini, un'altra coppia scoppia, Lecciso-Albano... arriveremo a sera lo stesso!?


Cavoli, non riesco a postare nulla... sono in fase... NON FASE!!!!


........... e a casa sono ancora senza linea! sggggrunt!

lunedì 8 novembre 2004

Ho trascorso il fine settimana senza linea telefonica. Niente accesso a internet. Non è stato difficile o faticoso, insomma non sono da comunità di disintossicazione, in questo periodo ci sono problemi ben più seri a cui pensare. PERO'. Cavoli...

mercoledì 3 novembre 2004

PRO GAY, DONNE E OPPRESSI IN EUROPA, MA NON IN ARABIA



La cosa singolare è che i neocon hanno a cuore le tristi (lì davvero tristi) condizioni di gay e donne nei paesi governati da regimi islamofascisti e dalla sha'ria. In USA vi sono siti sulla difesa dei diritti gay nei paesi dittatoriali, il dibattito ferve, si fanno pressioni. Questo nonostante il convenzionalismo diffuso dai media anti neocon dica che i "conservatori" ce l'hanno col mondo intero, figurarsi con deboli e "diversi"...
La cosa strana è che proprio quei paesi e quelle culture che in patria hanno così a cuore i diritti delle donne, dei gay e degli oppressi, perché così possono andare contro i loro "nemici", invece, quando si tratta di spostarsi a sud di Pantelleria, là dove svettano non chiese ma minareti, eccoli improvvisamente e improvvidamente tacere.
Dove sono, allora, i diritti degli oppressi dalla dittatura di Saddam? Nel cesso della loro "dirittura" morale...
Dove sono i diritti della donna, allora? Nel dimenticatoio, dove tutto è tacitato e sfumato ad arte. Mentre lo stesso Khomeini diceva che nei giorni in cui le donne sono impure, è preferibile che l'uomo si rivolga alla capra, piuttosto... E quelli, mica si sforzano -chessò- di protestare o almeno di incitare oppure soltanto di parlare di tutto ciò, magari nella sala congressi con aria condizionata dove hanno agio di parlare, sotto casa. Macché. Le donne in Islam devono stare dove stanno, nell'harem, che poi, non è vero neanche quello. Perché, invece che nell'harem, quelle stanno a lavorare, visto che il maschio islamico è pagato dal dittatore di turno per non lavorare e non rompere. Perché ai lavori devono pensarci le donne, e anzi in certi mesi dell'anno la terra stessa è "impura" come le donne e allora men che mai la si può toccare.
E dove sono i diritti dei gay, nel Medio Oriente? Forse nella vituperata terra di Israele, ma non certo in quella dell'amato arafat, dove i gay vengono sventrati e scorticati. Non certo nella terra dell'amato Fidel e del suo socio d'armi Che, dove i gay furono fucilati a centinaia fin quasi alla sparizione per anni.
Eccoli quei cantori dell'uguaglianza (quella del 1789, quella della camicia nera, quella della camicia verde, quella delle Guardie rosse, quella della Stasi, e quella dei puristi del diritto, tanto ardenti contro Berlusconi quanto silenti con Prodi e De Benedetti).
Eccoli, gli sconfitti. Sono lì che tacciono ciò di cui dovrebbero dire, e parlano di ciò di cui dovrebbero tacere.
Ecco perché la falsa cultura della falsa uguaglianza e dei falsi diritti non ha mai vinto, se non con la Ruboluzione, se non col Terrore, se non con la violenza.


GRAZIE a Paolo-di-Lautreamont www.leguerrecivili.splinder.com

All'arrivo degli impiegati, stamane, gli addetti alle pulizie e alla manutenzione stavano ancora lucidando le scale e parte dei corridoi con delle macchine apposite. C'erano delle transenne e il divieto di calpestare per almeno quindici minuti. Tutti abbiamo fatto il giro più lungo dalle scale esterne. Indovinate chi ha tirato dritto? Ascella. Sotto gli sguardi esterrefatti degli operai.

martedì 2 novembre 2004

In ricordo dei gulag


A 15 anni dalla caduta del muro


Sarà il ricordo dell'orrore dei campi di lavoro sovietici al centro della discussione del Domenicale questa settimana. Il giornale di cultura diretto da Angelo Crespi dedica l'apertura ai gulag per fare in modo che vengano ricordati al pari dei campi di lavoro nazisti e non si cada nella tentazione, cara a molti, di fare una sorta di cernita ad hoc nella memoria.
Perché i lager sì e i gulag no? Questo l'interrogativo principale. Alcuni l'hanno definita l'emiplegia della memoria, cioè la tentazione di ricordare con un solo lobo politico. L'Italia ha trovato pace in questo oblìo, ma non sarà possibile governare il paese in maniera democratica finché non saranno risolti i conflitti del passato.

Sui vizi del nazionalsocialismo, del fascismo, del comunismo in tutte le sue forme anche soft, e sulle loro tragiche conseguenze ci possono essere distinzioni solo di carattere storiografico.
L'orrore dei campi di lavoro sovietici nei quali l'unica via d'uscita sembrava la morte, è iniziato con Lenin e consolidato da Stalin. Nell'Europa degli anni Venti si sapeva tutto, ma si taceva per paura e complicità e allo stesso modo pavida e complice è stata anche la cultura italiana. da www.tgcom.it